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Il segretario provinciale respinge mazzucca

Vitellio (Pd): «Verifica prima del Lodi bis»

CENTO. «Mi auguro davvero che, per trovare la soluzione migliore per Cento, all’interno del Partito democratico si marci tutti uniti e che non emergano ostacoli da altri comuni. O meglio da altre...

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CENTO. «Mi auguro davvero che, per trovare la soluzione migliore per Cento, all’interno del Partito democratico si marci tutti uniti e che non emergano ostacoli da altri comuni. O meglio da altre province». Il messaggio in bottiglia, nemmeno tanto cifrato, lo lancia Luigi Vitellio, segretario provinciale del Pd. Il destinatario è Luigi Mazzucca, anche lui democratico ma di San Giovanni in Persiceto (dove è sindaco); nel Bolognese, vale a dire “l’altra provincia”.

Mazzucca un pensierino di spostarsi di pochi chilometri per candidarsi a primo cittadino di Cento l’ha fatto. Le porte gliele ha chiuse Ivan Greghi, segretario centese del Pd, ieri sulla Nuova Ferrara. Ma da ciò si desume che Piero Lodi correrà per il bis? E’ ancora presto, dice in sostanza Vitellio, che rispolvera il termine “verifica”, senza peraltro con connotazioni da Prima Repubblica. «Agiremo come prevede esplicitamente il nostro statuto: quando c’è un sindaco cui scade il primo mandato, si convoca l’assemblea comunale del partito e si valutano se ci sono le condizioni per la ricandidatura», sostiene Vitellio. Nella procedura di “verifica” sono comprese le primarie? «Un passaggio di questo tipo può essere richiesto, come l’anno passato a Ferrara, e se ci sono i numeri si fanno», risponde il segretario dem.

Al netto dei passaggi formali, per il Pd l’obiettivo è uno, «trovare gli uomini migliori - prosegue Vitellio - che portino avanti i programmi migliori; in questi anni nell’Alto Ferrarese abbiamo avuto sindaci che hanno lavorato alacremente nel post sisma e a Cento i primi risultati si cominciano a notare». Ecco quindi che trasferimenti da “altre province”, come quello profilato da Mazzucca, vengono respinti: «Coerenza vorrebbe che, quando una persona chiede i voti ai cittadini per un mandato di cinque anni, poi lo termini».

Fabio Terminali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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