Feste Unità, per ora niente fusioni in vista
Anita, Filo e Longastrino vogliono mantenere l’autonomia. Solo collaborazioni Il segretario filese lancia l’idea di una kermesse provinciale itinerante
LONGASTRINO. Il territorio argentano è rimasto l’unica roccaforte per le feste de l’Unità. Oltre ad Argenta si svolgono feste anche ad Anita, Boccaleone, Filo, Longastrino e Santa Maria Codifiume. La carenza di volontari si fa però sentire anche da queste parti tanto che a qualche anno a questa parte si parla, oltre che di collaborazione (i volontari di Longastrino vanno ad Anita e viceversa così come quelli di Bando, San Biagio ed Argenta danno manforte a Filo) di eventuali fusioni. «Da anni collaboriamo con Anita - afferma Roberto Graziani, segretario del circolo Pd di Longastrino dove lunedì sera si è chiusa la festa de l’Unità - prima o poi il discorso dovrà essere affrontato seriamente in quanto i volontari diminuiscono mentre le spese aumentano. Anita ha una struttura con la cucina fissa e le spese sarebbero inferiori mentre qui a Longastrino si potrebbero organizzare alcuni pranzi o cene durante l’anno. Abbiamo venduto un’area di 15 mila metri quadrati di nostra proprietà che era adibita a parcheggio mentre potremo mettere in vendita anche parte dei circa seimila metri quadrati di nostra proprietà nel parco della Valletta e con il ricavato sistemare lo stabile in muratura. Con Anita la collaborazione è in atto da tempo. Ho già lanciato la proposta a Zanotti (il segretario del circolo Pd di Anita ndr.) e nei prossimi mesi ne riparleremo».
«Di fusione non si è mai parlato - spiega lo stesso Zanotti - fino a che ci saranno le forze credo che sia un bene che si continui a fare la festa nei vari paesi in quanto costituiscono un motivo di aggregazione per i territori. Abbiamo strutture in società con Longastrino, tipo frigoriferi, tavoli, sedie. Spero che Longastrino mantenga lo spirito per fare la sua festa. Noi continueremo ad andare avanti grazie all’apporto di tanti volontari che vengono a darci una mano anche da località lontane, d’altronde per la nostra festa sono 220 i volontari ed in un paese che conta 600 abitanti sarebbe impossibile repererli tutti qui».
Di fusione non si parla a Filo dove si è conclusa a fine luglio Filo è festa. «A mio parere andremo avanti per nostro conto - dice Egidio Checcoli - senza l’apporto dei tanti amici di Agenta, San Biagio, Bando e Longastrino non riusciremo a fare la nostra festa. Per fortuna che c’è ancora tabnta gente che ci dà una mano». Interessante la proposta di Robert Brunelli, segretario del circolo filese: «Le collaborazioni tra le nostre feste ci sono sempre state. Non credo molto nel discorso delle fusioni. Piuttosto vedrei bene una festa provinciale itinerante in giro per la provincia in modo tale da poter coinvolgere tutti i circoli. Ne ho parlato anche con il segretario provinciale Luigi Vitellio ma non ho avuto risposte. Mi rendo conto che non si tratta di una decisione facile ma ci si può arrivare».
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