La Nuova Ferrara

Ferrara

quartiere gad e dintorni

Ferrara, i nuovi spacciatori sono più aggressivi

Ferrara, i nuovi spacciatori sono più aggressivi

L’illegalità di giovani ben addestrati e irriverenti, arrivano anche a sfidare a parole i residenti, nelle zone calde della città

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA - I “nuovi” spacciatori. Sì, così li chiamano i residenti, i ciclisti di colore che, siamo in estate, si aggirano già dalle 16 nelle zone note come “zone spaccio” dello stadio, ma anche della Gad in generale.

Li incontri per strada: sono giovani, vestiti bene, alla moda, cappellino con visiera ben calzato in testa, a cavallo dell'immancabile bici 'd'epoca' di seconda mano, di solito di colore scuro, maglietta, pantaloni scuri, scarpe o anfibi. Non manca il fido cellulare, ben saldo in mano, o per i più tecnologici dotati di auricolare, le mani sono libere. Girano e si aggirano per le vie della zona della stazione, dello stadio, dell'Ausl perlustrando centimetro per centimetro.

Sono la nuova generazione 2.0 degli spaccini, ben addestrati dai loro predecessori, che si muovono con molta più disinvoltura e che non perdono di vista auto, bici, pedoni e potenziali clienti.

Ma quando arriva sera si formano i crocchi - tre, quattro o cinque bici - ben visibili negli angoli strategici ormai segnalati con piantine dettagliate, parlano fra di loro, ma spesso ridono, scherzano e schiamazzano in continuazione.

Alle volte iniziano a parlare a voce alta, inforcando la loro fidata bici che ormai guidano da far invidia al campione Brumotti, e iniziano a zigzagare per gli incroci (ad esempio via Cassoli - via Fiume, via Cassoli - Vittorio Veneto), senza dimenticare la zona sgambamento di via Nazario Sauro, le mura di viale IV Novembre (dove di solito soggiornano anche in sette o otto sui muretti e ben visibili dalla strada) e a ridersela di gusto, nella loro lingua, al passaggio dei residenti, più o meno infastiditi dai nuovi abitanti o frequentatori del quartiere.

Capita a volte che il crocchio, che una volta era quello degli anziani residenti che ora ben si guardano di scender per strada anche se la canicola incombe, inizia a fare una confusione tale che, nelle ore notturne, i residenti aprono imposte o tapparelle alla ricerca della quiete, urlando ai nostri spaccini di smetterla perché vorrebbero riposare e minacciando, verbalmente, di avvisare le forze dell'ordine.

Ma per tutta risposta si ha una risata, con tanto di ghigno sul volto di questi ragazzini, che non si fanno intimidire nemmeno dalle volanti che pattugliano il territorio, perché al loro passaggio (e il lampeggiante fisso di colore blu è ben visibile di notte) fanno dietro front e si avviano verso le zone buie, saltano sulle bici e stile "record dell'ora" partono verso la ricerca di un luogo sicuro al di là di via Garibaldi che sembra essere diventata una zona sparti acque, una sorta di zona franca dove rifugiarsi nel dedalo delle vie e viuzze più o meno laterali e secondarie che offrono riparo, buio e percorsi alternativi.

E ogni tanto vola anche qualche parola di sfida del tipo: «Tornatene a casa tua», indirizzato al mal capitato residente che cerca di dormire sonni tranquilli, sonni che tranquilli, ormai da qualche anno a questa parte, non sono più.

Federica Achilli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google