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«In due anni alla coop lavori per quattro milioni»

«In due anni alla coop lavori per quattro milioni»

Il calcolo in un atto presentato in Comune dal consigliere Rendine un anno fa Negli ultimi mesi si sono aggiunti altri 2 milioni di euro assegnati a due cordate

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Uno degli aspetti emersi dallo scontro politico in corso sugli appalti affidati dal Comune di Ferrara alla cooperativa sociale Camelot riguarda la quantità di risorse erogate per pagare i servizi svolti dalla società ferrarese specializzata nel campo educativo, assistenziale e dell’inclusione sociale. Secondo le opposizioni, che battono quasi quotidianamente su questo tasto, si tratta di un rilevante volume di denaro e di una lunga sequenza di incarichi remunerati che avrebbe avvantaggiato la cooperativa rispetto alla concorrenza consentendole di sviluppare nel tempo struttura, competenza e numeri non comparabili con quelli di altre società locali con lo stesso orientamento “sociale”. Un aspetto, quello del vantaggio concorrenziale - seppure limitato ad una quota dei lavori acquisiti - evidenziato anche dall’Autorità nazionale Anticorruzione (Anac) nella lettera che ha invitato il Comune di Ferrara a revocare la delibera per l’appalto Sprar 2014-2016, poi rimesso a gara dopo la revoca con un bando comunale che scadrà a fine settembre. Ma di quanti soldi e affidamenti si parla? Dati ufficiali non ce ne sono. Una parte di queste cifre erano state riassunte in un documento dell’8 settembre 2014 firmato dal consigliere Francesco Rendine (Gol) attraverso il quale si chiedevano al Comune chiarimenti sui lavori e progetti affidati alla cooperativa. Rendine calcolava in circa 4 milioni di euro, «da notizie di stampa», i fondi assegnati alla coop negli anni 2013-2014 per oltre venti progetti aventi diverse finalità. Lavori ottenuti «nella maggior parte dei casi con procedure di gara ristrette - scriveva il consigliere - invece di adottare le procedure di gara aperte». Pagamenti che arrivavano da enti diversi per «servizi svolti dalla coop sociale» in base a «modalità previste dalle norme vigenti e dai regolamenti comunali in vigore», aveva risposto l’assessorato ai servizi sociali. Negli ultimi mesi si sono aggiunti a quelle cifre appalti per altri 2 milioni di euro circa, ottenuti da Camelot in cordata con altre associazioni e società del territorio. Fondi, quindi, che vengono distribuiti fra i componenti la cordata e che non sono incassati dalla sola Camelot: in un caso si tratta di un appalto messo a bando da Asp per 400 posti a disposizione di rifugiati, in provincia, per un periodo di cinque mesi; in un altro di un appalto per l’accoglienza e tutela di minori stranieri non accompagnati «anche richiedenti asilo e rifugiati» (oltre 400mila euro per un biennio, incarico rinnovabile per altri due).

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