«Un marchio che unisca tutti i tesori del Delta»
Codigoro, la proposta del sindaco Rita Cinti Luciani convince e si fa strada La prima cittadina: abbiamo eccellenze mondiali che dobbiamo saper sfruttare
CODIGORO. Turismo ed economia. Comacchio e Codigoro, Codigoro e il mare, Codigoro e il turismo. Praticamente conclusa la stagione balneare, abbiamo chiesto al sindaco di Codigoro, Rita Cinti Luciani quali potrebbero essere, per il futuro, le carte ancora disponibili da mettere sul tavolo della promozione del territorio.
Sindaco Cinti Luciani, c’è chi azzarda un confronto, chi vorrebbe sempre viva una rivalità tra la sua Codigoro e Comacchio. Cosa ne pensa?
«Penso che nell’era della globalizzazione parlare di rivalità e campanili in questo modo sia inutile e persino dannoso».
E quindi, qual’è la sua ricetta?
«Premettendo che in questo settore le ricette confezionate rischiano spesso di venir disattese dalla realtà, quello che dobbiamo fare come Comuni è, al contrario, mettere assieme i nostri tesori, le nostre eccellenze. Solo così si può vincere una “battaglia” difficile come è quella di richiamare turisti sui nostri territori».
Può fare qualche esempio?
«Certo. Comacchio, intanto, è una meraviglia di città unica al mondo per caratteristiche, storia, tradizioni ed eccellenze in ogni settore. In più ha i 7 Lidi con un potenziale enorme sul quale neppure serve soffermarsi. Ma Codigoro, ad esempio, ha le sue peculiarità e i suoi tesori: Torre della Finanza, il Po di Volano, i territori tanto cari a Giorgio Bassani (tanto che la Fondazione Bassani ha sede a Codigoro), per non citare Pomposa che ha mille anni. Qui non serve litigare, serve un progetto che promuova tutto ciò. Senza dimenticare comuni come Goro, Mesola, la stessa Fiscaglia».
Facile a dirsi, forse meno a farsi?
«Nessuno regala nulla, ma oggi i finanziamenti arrivano e possono arrivare soprattutto dall’Unione Europea. Ecco perché, non a caso, ho parlato di progetti. Progetti attraverso i quali chiedere i finanziamenti».
Le eccellenze vanno sommate?
«Assolutamente sì. Dirò di più: sarebbe bellissimo costruire un marchio, un brand come si dice oggi, che racchiude tutta la nostra meravigliosa area, comprese le zone del Veneto che meglio dialogano storicamente col Ferrarese. Se a questo aggiungiamo Ferrara, si potranno attirare molti turisti e proporre loro itinerari e servizi di assoluta qualità».
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