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«Anche a noi gli 80 euro e pensioni minime dignitose»

«Anche a noi gli 80 euro e pensioni minime dignitose»

Anche i pensionati vogliono gli 80 euro andati ai lavoratori dipendenti. In particolare, la richiesta è di estendere il bonus a chi, circa otto milioni di persone, percepisce meno di mille euro al...

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Anche i pensionati vogliono gli 80 euro andati ai lavoratori dipendenti. In particolare, la richiesta è di estendere il bonus a chi, circa otto milioni di persone, percepisce meno di mille euro al mese. Il messaggio al governo Renzi lo manda l’Anp, il sindacato pensionati della Cia cui sono iscritti ex agricoltori e non solo. A maggio è partita una raccolta di firme nei principali comuni della provincia e le adesioni sono arrivate come se piovesse: oltre 2.500. L’obiettivo è arrivare a 3mila, per cui si riprenderà la campagna nelle prossime settimane. «Serve un ultimo sforzo per arrivarci. Il successo, ottenuto grazie all’impegno dei nostri volontari, dimostra la validità dei contenuti della proposta», dice Rolando Tuffanelli, presidente provinciale Anp–Cia.

Nella petizione promossa a livello nazionale con l’intenzione di inoltrarla all’esecutivo in ottobre, prima dell’approvazione della legge di stabilità, c’è anche l’aumento delle pensioni minime fino a 650 euro. Negli ultimi anni il potere d’acquisto è calato del 30%; gli assegni sotto i 500 euro mensili in Italia sono due milioni e 200mila. «E’ un problema che riguarda soprattutto le donne – sottolinea il presidente regionale nonché vice nazionale di Anp, Valter Manfredi -. E nemmeno solo gli agricoltori, anche gli artigiani e i piccoli commercianti sono toccati. Di recente su questo argomento abbiamo tenuto due manifestazioni nazionali, a Bologna e a Bari». La mobilitazione dal titolo “In Italia la dignità non ha peso” mette al centro altre richieste oltre a quelle strettamente previdenziali: l’ampliamento della no tax area, un minor drenaggio fiscale, la riorganizzazione della sanità pubblica per garantire i servizi anche nelle aree rurali, risorse per la non autosufficienza degli anziani e politiche di prevenzione ed educazione alla salute.

«Stiamo parlando di una battaglia di civiltà – sostiene Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia, che ha dato una grossa mano per raccogliere le firme -. Specie dopo il pronunciamento del Consiglio d’Europa, che ha affermato come nel nostro Paese il livello delle pensioni minime non permette di assicurarsi una vita dignitosa. Con redditi di poco superiori ai 500 euro mensili si ricade a tutti gli effetti nella fascia di povertà assoluta. E la grande maggioranza degli ex coltivatori diretti sono sotto i 750 euro. La nostra – ribadisce Calderoni - non è una battaglia ideologica, ma un’iniziativa che parla al cuore e alla testa delle persone». Si può firmare anche nelle sedi territoriali di Cia e sul sito web www.ferrara.cia.it.

Fabio Terminali

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