«Centrosinistra unito al voto»
Intervento dopo le parole di Greghi: per Lodi fu un lavoro di gruppo
CENTO. «Invitiamo il Pd locale a dare inizio al percorso di verifica e confronto democratico che porti il centrosinistra unito alle prossime amministrative, qualunque sia il nome del prossimo candidato sindaco».
È l’appello lanciato da Cinzia Carlotti, capogruppo in consiglio comunale di Federazione della Sinistra, e Valter Zappaterra, segretario comunale Spi Cgil ed esponente Pd, a seguito delle secca e perentoria presa di posizione del segretario centese Pd, Ivan Greghi, in merito alla linea che il partito di maggioranza prevede di tenere in vista delle amministrative 2016. I segnali che arrivano dal locale, come dal regionale, sono quindi di puntare sulla continuità, sapendo che l’ultima decisione spetterà comunque al Pd di Cento.
«Sentiamo il bisogno di ricordare a tutti che nel 2011 – puntualizzano in merito la Carlotti e Zappaterra - le elezioni sono state vinte dalla coalizione di centro sinistra, composta dai partiti come il Pd, Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e Libertà e altri, ma non solo dai partiti. Grande è stato infatti il lavoro delle associazioni più o meno organizzate, dalla società civile, e dal sindacato, in particolare lo Spi Cgil. Quindi è grazie ai voti di tutto il centrosinistra che, Piero Lodi è stato eletto e governa la città del Guercino».
E sulla precisa indicazione di Greghi di orientare con fermezza il partito verso un Lodi bis, i due esponenti sono chiari: «Tenuto conto che ad oggi non ci risulta esserci stata alcuna occasione, anche informale, di consultazione delle forze del centrosinistra sulle prossime comunali, le recenti dichiarazioni del segretario cittadino del Pd appaiono quindi almeno inopportune e premature».
Pur precisando che «non è una mera questione di nomi» e che «non ha importanza sapere se sarà Lodi, Mazzuca o altro, il prossimo candidato sindaco del centrosinistra di Cento», per Zappaterra e la Carlotti è fondamentale «il metodo con cui si arriverà a fare quel nome. Il Pd, quale partito di maggioranza relativa, non può e non deve prescindere dal metodo democratico. La “buona politica” tanto decantata da Greghi si fa innanzitutto con la verifica ed il confronto, prima in seno all’intera coalizione poi, se opportuno, anche con lo strumento delle primarie. Per il rispetto degli elettori di centrosinistra, i quali nel 2011 diedero fiducia a tutta la coalizione». (be.ba.)
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