Conflitto d'interessi nel caso Camelot? I dubbi e le querele
Fabbri (Lega Nord) chiama in causa i rapporti passati di Maisto e Merli con la coop. Loro: insinuazioni già sul tavolo dell’avvocato. Il vicesindaco: orgoglioso di aver fondato la società ma ne sono uscito da anni. L'assessore: quando ne ero un dipendente, fino al 2013, lavoravo a Rovigo
FERRARA. «Se qualcuno ritiene che la giunta comunale sia stata in qualche modo condizionata da eventuali legami con la cooperativa Camelot lo dica, faccia nomi e cognomi», aveva dichiarato il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani nella conferenza stampa di lunedì scorso, quando aveva difeso a spada tratta l’operato dell’assessore Chiara Sapigni. Quattro giorni dopo la Lega Nord ha risposto a quelle dichiarazioni con un’interrogazione presentata in Regione dal capogruppo Alan Fabbri, che sulla questione annuncia anche un esposto all’Autorità anticorruzione.
Nell’atto, come spiega una nota del Carroccio, si chiede all’ente di viale Aldo Moro di «fare chiarezza» su quello che «sembra essere a tutti gli effetti un cortocircuito amministrativo che potrebbe configurare il conflitto d’interessi». Una domanda che la Lega rivolge alla Regione spiegando che «il vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto figura tra i fondatori e nell’albo presidenti della Camelot». Come se non bastasse, prosegue Fabbri, «un assessore, Simone Merli, della Camelot è stato dipendente fino al 2013».
Dichiarazioni a cui è arrivata a stretto giro di interviste la risposta dei due assessori nominati. Massimo Maisto la prende alla larga per scendere poi nel dettaglio. «La Lega Nord sta inseguendo la peggiore destra sulla questione dell’immigrazione e lo fa nello stesso momento in cui muoiono centinaia di persone», attacca il vicesindaco. Un’opposizione «becera», secondo Maisto, autrice di un «falso scoop» che «se andrà a ledere la mia onorabilità potrebbe essere oggetto di querela, ho già interpellato l’avvocato Anselmo».
Nel merito Maisto spiega di essere stato uno dei «fondatori di Camelot (1999), che è nata dall’Arci di cui sono stato presidente. Non ho mai lavorato per Camelot, di cui sono stato socio e presidente volontario (2001-2004) quando era ancora una piccola società. Da allora ho fatto tante altre cose, sono stato presidente regionale Arci, socio di una società di distribuzione cinematografica, responsabile della gestione della Multisala Apollo, negli anni anche direttore artistico della Sala Boldini, attività di cui non mi pento mentre ho visto crescere la cooperativa Camelot fino ad assumere le dimensioni di una struttura che oggi dà lavoro a tanta gente e che svolge un lavoro di grande importanza nel sociale. Sono orgoglioso di essere stato uno dei soci fondatori. Il conflitto di interessi? Sono anni che sono uscito da Camelot, dove lo vede la Lega questo legame?».
Per Fabbri, comunque, «il contesto si presta a legittimi dubbi». A Maisto dedica anche un’altra parte dell’interrogazione: «Come non notare che il vicesindaco in carica Maisto figura tra i fondatori della Camelot, nonostante questo dettaglio della sua storia professionale sia stato omesso dal suo profilo istituzionale?», informazioni che si ritrovano on line, ribatte Maisto, «sul sito del Teatro Comunale di cui sono membro del consiglio di amministrazione. Non ho nascosto nulla: il sito del Comune è una versione stringata del curriculum completo, reperibile sempre on line».
L’assessore allo Sport, Simone Merli, si dice «tranquillo, quando ero in Camelot tra la fine del 2011 e l’estate del 2013 lavoravo a Rovigo, non a Ferrara. Sono trasparente e sereno, non ho mai commesso reati, ho sempre diviso con scrupolo la mia attività pubblica da quella privata, sfido chiunque a provare che ci siano oggi o ci siano state in passato commistioni. Se Fabbri ha deciso di gettare fango su di me risponderà delle sue azioni, la questione è già sul tavolo del mio legale, Fabio Anselmo».
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