Un po’ di evasione dal carcere: ma è tutto in regola
Spettacolo dei Buskers ieri per i detenuti dell’Arginone Musica e speranza con Les Busiciens e i “Cinque uomini”
FERRARA. Forse la musica è davvero una magia che supera tutte le altre, come disse qualcuno: ne è testimone la travolgente atmosfera di ieri mattina, quando l'energia del Buskers Festival è approdata anche alla casa circondariale. Per il secondo anno consecutivo, infatti, due gruppi di artisti di strada, Cinque uomini sulla cassa del morto e Les Busiciens, si sono esibiti in uno spettacolo dedicato ai detenuti della nostra città.
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«Grazie a queste attività - ha dichiarato Lisa Brianese, vice commissario, portando i saluti del direttore Paolo Malato - la casa circondariale si apre alla città, diventando una delle sue vie. Oggi abbiamo i Buskers anche in via Arginone».
Dopo il successo dell'anno scorso, pure questa volta gli artisti si sono dimostrati elettrizzati dalla nuova avventura e coinvolgenti, grazie anche alla calorosissima accoglienza dei detenuti - musicisti, che hanno calcato il palco in apertura della mattinata, intrattenendo il pubblico in attesa sulle note di Every breaking wave e Rebel Rebel. I primi buskers a suonare sono stati i giovani friulani pirateschi, che hanno immediatamente catturato l'attenzione di tutti con il classico marinaresco Drunken Sailor, continuando poi con alcuni pezzi di loro creazione e concludendo con Il Pescatore di De Andrè.
Una scelta coraggiosa, in linea con le personalità solari e genuine dei ragazzi, che nelle loro canzoni celebrano la grandezza degli elementi naturali, la libertà, la voglia di vivere una vita a vele spiegate. Dopo di loro le musiche ispirate agli originali viaggi attorno al mondo dei Les Busiciens, la band in rappresentanza del Belgio: anche loro, con uno stile completamente differente, hanno indubbiamente centrato l'obiettivo. Tra i ritmi esotici provenienti da Cuba, i canti tribali africani, gli eleganti valzer del nord Europa, hanno fatto cantare e ballare molti tra il pubblico, totalmente avvinti dalla passione e dall'entusiasmo dei musicisti. Ancora una volta, con queste iniziative, si riconferma la necessità di attività che coinvolgano la casa circondariale, in un'ottica di relazione e comunicazione tra il carcere e la città.
Irene Lodi
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