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Grazie al Grande Cappello piccoli volontari crescono

Grazie al Grande Cappello piccoli volontari crescono

Solo martedì l’Ibo ha raccolto 3.200 euro per finanziare il Festival e le sue attività Ragazzi da tutto il mondo saranno così impegnati in quattro “missioni speciali”

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C’era anche una banconota da 50 euro, in mezzo a qualche taglio da 5 o da 10 e a un tappeto di monetine, tra le offerte che martedì sera sono piovute nel “Grande Cappello”, l’iniziativa che dal 2012 viene gestita dal volontari Ibo Italia per garantire un doppio sostegno: al Festival e alle iniziative dell’associazione, che proprio a Ferrara, ha la sua sede nazionale. Come l’anno scorso, le offerte libere destinate a Ibo (circa il 30% del totale) serviranno, come spiega per Ibo Giacomo Locci, a finanziare il progetto “Piccoli Volontari Crescono” che permetterà a ragazzi tra i 14 e i 17 anni - provenienti da Russia, Turchia, Spagna, Grecia e Germania - di partecipare a quattro campi di volontariato: a Vernazza (Cinque Terre); a San Leonardo di Cutro, nelle terre confiscate all’andrangheta; a Biancavilla (Catania), in una comunità di accoglienza; e a Salvatonica nella comunità gestita da don Giorgio Lazzarato.

Così, la spiccata generosità di uno dei visitatori del Festival è caduta in una giornata particolare, per l’associazione: perché quella del martedì è proprio la serata in cui l’intero provento della raccolta è destinato a Ibo. E se è ancora prematuro per tracciare un bilancio sul Grande Cappello, ci sono già alcuni indicatori che fanno pensare che il risultato non si discosterà troppo da quello del 2014, quando vennero raccolti 44.892 euro di cui 16.912 destinati ai progetti di volontariato. Una cartina di tornasole, può essere rappresentata proprio dalla giornata “assoluta” del martedì: quest’anno è finita a quota 3.200 euro, contro i 3.400 dell’anno scorso.

Sono 105, tra cui molti giovanissimi, i volontari impegnati alle “porte” del Grande Cappello, e rappresentano il migliore esempio di dialogo tra mondi: dalla Russia ci sono Artem, Aleksandr, Tatiana e Polina, quest'ultima direttamente da Novosibirsk in Siberia. Adriana e Yanira arrivano da Siviglia e Saragozza, Dimitrios da Salonicco. Italiani, ma provenienti da Toscana , Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Marche sono Marco, Silvano, Giulia, Beatrice, Tiblets, Irene, Marco.

Insieme a loro tantissimi ferraresi, di nascita o originari di altre parti d'Italia o del mondo, Pakistan, Marocco, Tunisia, Romania, Albania, Brasile e Francia solo per citarne alcune, che hanno deciso di fare qualcosa per la loro città e per gli altri e si alternano facendo uno, due o più sere durante la settimana. A coordinarli, da tre anni a questa parte, ci sono Ilaria e Cesare, supportati quest'anno da Nadia, studentessa di Buenos Aires che sta facendo uno stage in Ibo. I piccoli volontari stanno già crescendo.

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