«Contro il lavoro nero servono repressione e fisco più leggero»
Confagricoltura Ferrara: il taglio di Irap e Imu agricola proposto dal ministro Martina va attuato fin dal 2016
Confagricoltura Ferrara interviene su uno dei temi più scottanti di questo periodo, ovvero il lavoro nero. «La lotta al lavoro nero - dice il presidente Pier Carlo Scaramagli - non deve essere combattuta solamente con misure repressive, occorre anche promuovere l'occupazione regolare attraverso la semplificazione degli adempimenti burocratici e l'alleggerimento degli oneri contributivi e fiscali. In questo senso è da apprezzare il lavoro che il ministro Martina sta svolgendo per arrivare al taglio, già dal 2016, dell'Irap e dell'Imu agricole. Il fenomeno del lavoro sommerso, oltre che rappresentare un problema per i lavoratori non denunciati, che restano privi di una adeguata copertura previdenziale e assistenziale, nonché di un'idonea tutela sotto il profilo della sicurezza, è una criticità anche per le aziende che adempiono puntualmente agli obblighi burocratici ed economici connessi ai rapporti di lavoro dipendente, in quanto si trovano costrette a competere con aziende che operano con costi di produzione notevolmente inferiori».
E' per questo motivo che Confagricoltura Ferrara, insieme alle altre organizzazioni datoriali e al sindacato, ha intrapreso diverse iniziative per scongiurare l'utilizzo improprio di talune tipologie contrattuali: «Ciò, a nostro avviso - dice Scaramagli - ha senz'altro contribuito, insieme ai controlli svolti in provincia di Ferrara dagli Uffici Ispettivi e dalle forze dell'ordine, a marginalizzare le situazioni di irregolarità. Noi siamo convinti, come affermato dal presidente nazionale Guidi, che la lotta al caporalato e al lavoro nero in agricoltura, che rappresentano una piaga diffusa in certe aree della penisola, non richieda nuove regole, che tra l'altro potrebbero andare a pesare ulteriormente sulle aziende che lavorano nel rispetto delle norme, occorre piuttosto che quelle che già ci sono vengano applicate con maggiore efficacia».
"Confagricoltura Ferrara è la principale Organizzazione datoriale agricola a livello provinciale, in quanto associa aziende che complessivamente rappresentano circa il 70% delle giornate di lavoro - prosegue il direttore Paolo Cavalcoli - si tratta principalmente di aziende strutturate, pochissime fanno ricorso al lavoro occasionale di tipo accessorio (il voucher). Negli ultimi due anni abbiamo tra l'altro registrato una contrazione dell'utilizzo di questo strumento da parte delle aziende associate alla nostra organizzazione, in controtendenza rispetto ad altre organizzazioni agricole ed extra agricole. Senza voler in alcun modo giustificare chi non rispetta le regole, è chiaro che l'ormai strutturale compressione dei prezzi dei prodotti all'origine, può portare alcuni produttori in difficoltà a ricercare ogni forma di riduzione dei costi; d'altro canto, il consumatore deve rendersi conto che se acquista prodotti ultra low-cost è perché o provengono da Paesi del terzo mondo che hanno costi di manodopera bassissima e norme in materia di sicurezza sul lavoro ed alimentare assolutamente diverse dalle nostre, oppure se prodotti in Italia, difficilmente possono essere stati realizzati nel rispetto delle regole».
«L'occupazione dipendente del settore agricolo - analizza Cavalcoli - rappresenta una quota importante del mercato del lavoro e che anche in questi anni di crisi, il settore non solo ha tenuto in termini occupazionali ma ha addirittura registrato un sensibile aumento, in controtendenza rispetto agli altri settori. Fenomeni di caporalato e tragici incidenti collegati a condizioni di lavoro irregolari, non possono essere sottovalutati in quanto l'eco mediatico di queste situazioni può determinare un ulteriore allontanamento dei consumatori dai prodotti della terra, quando al contrario il settore agricolo deve vedere rafforzato il proprio ruolo per l'economia, l'occupazione e il progresso sociale nell'interesse di tutti».
Andrea Tebaldi
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