Stop alle notti da ‘disco’ Spento il bagno Hawaii
Blitz di Polizia municipale, carabinieri e capitaneria: mancano le autorizzazioni Il titolare: solidarietà dai genitori dei ragazzi, ora dovrò valutare bene i costi
LIDO SPINA. Quando i ragazzi in ‘pista’ ai confini della sabbia hanno visto arrivare i carabinieri e la Polizia municipale, e i balli sono finiti lì, hanno pensato di tutto. Ma l’effetto Cocoricò e le misure anti-sballo non c’entrano nulla con lo stop alle notti disco del Bagno Hawaii, il più popolare dell’estate 2015 tra i minorenni non solo di Spina. «Una questione di mancate autorizzazioni, ne abbiamo preso atto» confessa un po’ sconsolato il titolare, Andrea Aguiari: erano i primi di agosto, c’è stato pure un secondo sopralluogo con l’intervento della Capitaneria di porto, e da allora i dj hanno smesso di animare i lunedì e i giovedì sera dell’Hawaii.
Erano appuntamenti fissi per le compagnie di ragazzi, soprattutto quelli senza patente, che non possono “emigrare” nella mecca ravennate del divertimento, Milano Marittima: «In effetti abbiamo ricevuto solidarietà anche da parte di molti genitori - racconta lo stesso Aguiari - che erano contenti di sapere vicini i loro ragazzi: da noi si arriva in bicicletta e si va avanti a ballare fino all’1, al massimo un pochino dopo. Su alcol e sicurezza non scherziamo, i minorenni non possono bere e paghiamo un servizio di sicurezza privato, da 2 a 6 addetti a sera». Il problema, quindi, stava proprio nelle caratteristiche delle serate, che con la presenza di dj e vocalist, e l’afflusso massiccio di ragazzi, sono diventate dei veri e propri pubblici spettacoli, con la conseguente esigenza di adattare lo spazio festa ad una normativa più stringente che richiede un’agibilità specifica. L’Hawaii non l’aveva mai richiesta e quindi ha dovuto tagliare le sue notti in musica.
Qualche sera prima del blitz i carabinieri erano dovuti intervenire per una rissa tra gruppi di ragazzi nel parcheggio dello stabilimento balneare. E in effetti risulta che la Polizia municipale si sia mossa, in questo caso, sulla base di un esposto: «Può essere, ed è vero che non siamo i soli a fare attività di questo tipo, ma le autorizzazioni non le avevamo e non m’interessa fare polemiche» è la dichiarazione d’intenti del titolare. L’iter della verifica è ancora in corso da parte della Polizia commerciale di Comacchio, alla fine si capirà se lo stabilimento balneare sarà anche chiamato a pagare una sanzione. Tutte cose che Aguiari metterà sul piatto della bilancia per decidere cosa fare la prossima stagione: «Mi piacerebbe continuare quest’attività perché è tra le poche a dare una possibilità di divertimento per i ragazzi nelle sere infrasettimanali, qui a Spina, ma devo capire se il gioco vale la candela. La messa a norma comporta dei costi non indifferenti».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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