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«Caso Camelot, nulla che non rifarei»

L’assessore Sapigni all’Unità: meglio agire un po’ velocemente che non fare, e gli arrivi continuano

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«Se c’è qualcosa che non rifarei nella gestione della vicenda profughi–Camelot? No, l’alternativa è il non fare e non impiegare le risorse a disposizione, anche se qualche volta devi fare le cose in maniera un po’ veloce». Non ammette ripensamenti nella sostanza, Chiara Sapigni, nemmeno dopo una settimana di attacchi delle opposizioni e richieste di dimissioni giunte da più parti, dopo la revoca dell’affidamento diretto alla coop Camelot del progetto di accoglienza Sprar, resa nota dalla Nuova. L’altra sera, alla festa dell’Unità di Pontelagoscuro, ha ripetuto passo per passo la ricostruzione dei contatti con l’Autorità anticorruzione, già dispiegata dal sindaco Tiziano Tagliani, riaffermando che «siamo stati noi a decidere la revoca in autotutela degli affidamenti», e rimarcando come «non ci sia, a quanto ci risulta, alcun procedimento aperto su questa pratica, ricorsi o contenziosi». I vincoli imposti dall’Anac, cioè gare pubbliche per ogni tipo di gestione, non incideranno comunque sulle politiche di accoglienza del Comune: «Anche oggi (venerdì, ndr) sono arrivati all’hub di Pontelagoscuro 7 profughi, per lunedì ne attendiamo altri 7. Dobbiamo essere in grado di dare risposte a queste persone».

Poichè il focus della serata erano le politiche sulla sicurezza, la questione-stranieri è affiorata di continuo nel dibattito, al quale era presente la comandante della Polizia municipale, Laura Trentini. «I reati sono in diminuzione ma nessuno si sente più sicuro. Cos’è cambiato in questi ultimi anni? Vediamo più persone - è il ragionamento dell’assessore a Sanità, servizi alla persona e politiche familiari - che nei luoghi pubblici si comportano diversamente da come vorremmo e da come siamo abituati. Non sono solo stranieri, e del resto il fenomeno dell’immigrazione da noi è relativamente recente, 15 anni: nel Nord Europa ci sono più stranieri che in Italia, eppure questi problemi non ci sono». È la famosa «percezione d’insicurezza» che, inserita in un ragionamento riferito alla Gad, da anni sta guadagnando critiche all’assessore? «Mah, vorrei trovare un’altra frase in grado di “resistere” per così tanto tempo - ha riso un po’ a denti stretti - Siamo anche condizionati da quanto succede in tv, abbiamo paura per quanto vediamo accadere molto lontano da Ferrara». E ad un residente della zona Diamante, che lamentava una situazione d’insicurezza per aver visto sostituire presenze conosciute con stranieri, in giro di notte per la zona, ha risposto che «la maniera migliore per superare questi timori è creare occasioni d’incontro. Se si resta da soli è più complicato».

Sapigni ha confermato che il contrasto all’alcol resta un cardine delle politiche di prevenzione, «l’abuso in luoghi pubblici è un problema centrale. Più divieti? Già i limiti notturni alla vendita in Gad e in centro hanno provocato una quindicina di ricorsi tra gli esercenti». “Ni” all’estensione della vigilanza anti-abusivi ai parcheggi, «è un problema di costi, poi non vogliamo che le tariffe aumentino...»; nessuna apertura sui volontari simil-ronde, «non alimentiamo le fantasie di chi si sente salvatore. I nonni volontari servirebbero invece per far attraversare la strada agli scolari».

Trentini aveva appena confermato che i vigili non saranno in grado di rispondere a tutte le richieste delle scuole, «ci sono anche difficoltà di spostamento, facciamo auto con cinque agenti alla mattina». Entro l’anno arriveranno finalmente i bastoni distanziatori, «solo per i servizi serali», e l’aumento delle notti con presenza di pattuglie: servizio fino alle 2 (e non più alle 3), ma tutti i weekend e i mercoledì.

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