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CINEMA

I Minions si prendono tutto tra cattiveria e fratellanza

di GIAN PIETRO ZERBINI
I Minions si prendono tutto tra cattiveria e fratellanza

Il successo del film d’animazione con i simpatici personaggi in salopette

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GIAN PIETRO ZERBINI. I Pinguini stanno a Madagascar come i Minions stanno a Cattivissimo Me. È la proporzione vincente alla base dell’animazione di successo di questi anni. E in entrambi i casi, quello che era partito come un semplice spin-off si è trasformato in un vero film collaudato che non ha niente da invidiare alla pluririproposta serie originale. La verità è che i cartoni animati non sono più quelli di una volta e i beniamini dei bambini non sono quasi mai ora principi azzurri e cavalieri senza macchia, ma molto spesso hanno caratteristiche diametralmente opposto come questi Minions: brutti, sporchi, cattivelli e invece del mantello indossano la salopette da lavoro in jeans. Essenzialmente è un prequel quello proposto dalla sinergica coppia di registi Pierre Coffin e Kyle Balda dove si racconta la storia di questi curiosi fratelli che amano provocare danni e caos, sono sempre in competizione tra loro, ma sono essenzialmente solidali. In passato hanno sempre servito le persone cattive e malvagie. I produttori per fare questo film sono partiti dalle classiche domande esistenziali: dove siamo, da dove veniamo? Ne è nata un’avventura di godibile fattura, che vede i nostri simpatici protagonisti impegnati nel periodo prima di Gru (2010), prima con un racconto dalle origini in stile Quark, non a caso con il commento storico scientifico di Alberto Angela e poi con un tuffo negli anni Sessanta. Tra supercattivi, fra cui spicca Scarlet (definita la donna più malvagia al mondo) e rapinatori di banche, il film riesce, sia per la durata non particolarmente eccessiva (un’ora e mezza), un film più lungo probabilmente sarebbe stato più stancante e meno digeribile e sia per l’introduzione di nuovi personaggi. Lo spazio temporale in cui si svolge il film d’animazione è l’occasione per riproporre una bella colonna sonora degli anni ruggenti con musiche di gruppi monumentali come i Doors, gli Stones, senza dimenticare ovviamente i Beatles e gli Who. Nonostante tutto alla fine comunque si esce dal cinema un po’ più buoni.

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