«Strumentale paragone profughi-ebrei»
Lega e Fdi attaccano Tagliani: «Non è il modo di trattare il dissenso». Anche sul web molti commenti, soprattutto negativi
FERRARA. Il parallelo fatto da Tagliani alla Festa del Pd di Ponte sull’indifferenza con cui oltre settant’anni fa si assisteva allo sterminio degli ebrei e quella con cui oggi si assiste alla morte dei profughi nel Mediterraneo, non ha incontrato solo la contrarietà di Alessandro Bertoldi (vedi la lettera qui a destra) che oltre a far parte della Federazione nazionale Israele-Italia è anche un giovanissimo dirigente del Pdl di Bolzano.
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Anche nel centrodestra locale il paragone usato da Tagliani viene duramente criticato a cominciare dal consigliere regionale della Lega Nord Alan Fabbri: «Tagliani porti rispetto ai ferraresi: accostare chi legittimamente protesta contro un'invasione incontrollata e mal gestita a chi ha lasciato (o ha fatto) morire gli ebrei non è solo azzardato, è un atto vile e offensivo. Porti rispetto anche alla storia e al dramma dell'Olocausto, che non può e non deve essere strumentalizzato per fini politici. Pretendere chiarezza e trasparenza da un'amministrazione pubblica non vuol dire “gettare cacca in un frullatore” (le parole di Tagliani, ndr), ma semplicemente richiamare la giunta ai suoi doveri, e obblighi, civili. Si chiama democrazia, caro Tagliani». E ancora Fabbri: «Non è questo il modo di trattare e gestire il dissenso, caro Tagliani. Dissenso che - precisa - è sale della democrazia e attiene ai compiti di un'opposizione seria e attenta al controllo dell'operato della giunta». «Forse, per Tagliani - continua-, chi non la pensa come il Pd e non asseconda le sue politiche è meritevole di essere accostato a un nazista? E per fortuna che il suo partito si definisce democratico».
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Sullla stessa falsariga si muove Paolo Spath, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia: «L’immigrazione come la Shoah? Imbarazzanti le parole del sindaco di Ferrara: è evidente il tentativo implicito di paragonare due fenomeni diversi, al fine di giustificare le azioni di chi pensa che l'ondata migratoria di cui è vittima il nostro paese vada bene così, senza nessun freno, nessun controllo di chi viene, e senza sosta». «Solidarietà alla comunità ebraica, in primis quella ferrarese, che ha dovuto subire un grave raffronto» dice ancora Spath, secondo il quale da parte del sindaco è «doveroso formulare immediatamente le scuse a nome di tutti i cittadini ferraresi» perché «lo sciagurato paragone tra Auschwitz e le condizioni degli immigrati che tentano alla disperata l’approdo sulle coste italiane ed europee, rientra in realtà nel tentativo della sinistra di stravolgere la realtà».
Anche sul web vi sono commenti alle affermazioni del sindaco e prevalgono quelli negativi. Scrive Fabrizio Zannini: «Ad Auschwitz li gasavano con il zyklon b. Ora invece sono ospitati, mangiano, ecc. Dopo secoli di sfruttamento dai soliti noti ora dobbiamo pagare sempre noi. Nessuno che dice il nome dei veri responsabili. Vi piace vincere facile». Andrea Buzzoni: «Fra immigrazione e deportazione c’è una bella differenza... Se la sinistra sapesse governare in questo paese l'integrazione sarebbe una buona cosa invece stiamo subendo un'ondata incontrollata di gente che si riversa qui senza un futuro se non quello poi di delinquere questo per la totale incapacità della politica».
Raffaele Goberti: «A paragoni fuori luogo siamo abituati, vedi accattoni che non ci sono solo in Corea del Nord, ma questo di Auschwitz è veramente di una fantasia unica! Scommetto che il pubblico presente ha applaudito fino a pelarsi le mani».
Oriano Mascellani sceglie un altro punto di vista: «Il razzismo è sempre presente in tutto il mondo, prendersela con la povera gente che nulla ha è normale per persone egoiste, invidiose e opulenti: sono d'accordo con quello che dice il sindaco anche se dobbiamo ammettere che anche noi siamo stati indifferenti alla tragedia Jugoslavia».
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