Buskers, e ora si punta a un pubblico “global”
Il direttore organizzativo Luigi Russo: «Con i social raggiunti nuovi visitatori Per le prossime edizioni lavoriamo per conquistare chi ancora non ci conosce»
Se c’è un traguardo che resta da tagliare al Ferrara Buskers Festival, è quello di raggiungere nuove sacche di pubblico, potenziando la presenza di persone che non solo non conoscono ancora la rassegna, ma che non sono mai state a Ferrara. Un cammino che, in realtà, è già cominciato, sebbene quasi in modo “involontario”. Come spiega il direttore organizzativo Luigi Russo, è la stessa formula dell’Eco-Festival ad aver condotto gli organizzatori «ad adottare forme di comunicazione più sostenibili che, al tempo stesso, sono strumenti capaci di arrivare a un pubblico molto più vasto». Privilegiare la rete e i social network a forme di promozione cartacee (come le affissioni, limitate peraltro ad alcune zone del Norditalia) ha così favorito la divulgazione del festival anche al di fuori dei consueti confini. Su Facebook, poi, il FbF è “esploso”, passando in soli due anni da 30mila a 80mila “like”.
«È ancora presto per andare oltre a valutazioni dettate semplicemente da un’impressione - prosegue Russo - Ma quest’anno in effetti abbiamo notato la presenza di visitatori “inediti”, ancora digiuni non solo dei buskers ma anche della stessa Ferrara. Ecco, questo è un territorio da conquistare ed è un aspetto su cui stiamo lavorando per le prossime edizioni».
In queste ore si stanno tirando le fila di un’edizione da ricordare tra le più riuscite, in vista di un bilancio supportato da cifre e dati: «Ci stiamo confrontando con tutti i soggetti che, a vario titolo, sono stati coinvolti nel Festival - aggiunge Russo - In più stiamo elaborando i dati raccolti dagli oltre mille questionari distribuiti ai visitatori provenienti da fuori Ferrara».
Sarà difficile, invece, pensare di modificare radicalmente l’impianto delle postazioni, e collocare i gruppi in zone periferiche, perché per funzionare il Festival deve creare un circuito tra gli artisti. Semmai, si può migliorare «la disposizione dei gruppi per evitare sovrapposizioni acustiche, ma su questo aspetto c’è sempre stata un’attenzione costante».
La crisi, comunque, si è fatta sentire anche al Festival: nonostante il pienone in alberghi e ristoranti o pizzerie, sono apparse un po’ in calo le offerte agli artisti, anche se ci sono stati gruppi - assicura Russo - che in una sola serata hanno venduto un centinaio di Cd».(a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
