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«È un paragone fuori luogo»

«È un paragone fuori luogo»

Il rabbino Caro: mi sento offeso dall’utilizzo del termine Shoah

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«Un paragone assolutamente fuori luogo. Mi sento offeso quando si utilizza il termine Shoah a ogni piè sospinto». Il rabbino capo di Ferrara, Luciano Caro, nella sostanza la pensa come Alessandro Bertoldi, membro del direttivo della Federazione Italia-Israele e giovanissimo dirigente di Forza Italia a Bolzano. Entrambi condannano le parole di Tiziano Tagliani, pronunciate venerdì sera a Pontelagoscuro. Il sindaco aveva confrontato Auschwitz agli imponenti flussi migratori di questi giorni, con particolare riferimento all’indifferenza generalizzata che colpì i popoli di allora e di oggi. «Davvero mi sembra un paragone difficile da sostenere, non sta proprio in piedi – ribadisce Caro, nel suo ufficio all’interno della sede della Comunità ebraica ferrarese in via Mazzini -. Pur nel rispetto della tragedia che abbiamo ora sotto i nostri occhi, di persone che scappano dalla guerra e dalla fame, credo siamo di fronte a due eventi ben diversi e che non hanno assolutamente niente in comune. La Shoah fu una strategia, un progetto programmato a tavolino di sterminio di un intero popolo, mediante aspetti burocratici terrificanti, poi solo parzialmente realizzato. Abbiamo avuto tanti stermini nella storia, ma quella vicenda è tuttora senza paragoni. Grazie a Dio – aggiunge il rabbino -, la situazione drammatica dell’immigrazione non è giunta a quel punto e speriamo non lo faccia mai».

Quindi Tagliani dovrebbe scusarsi, come gli chiede Bertoldi? “Non credo, non servirebbe a nulla – risponde Caro -. Farebbe tuttavia meglio a precisare il proprio pensiero: magari parlando a braccio qualche parola gli è scappata, sappiamo come vanno queste cose. Perché così il suo intervento somiglia a una banalizzazione della Shoah. Le cose andrebbero dette con più chiarezza”.

Circa la questione dell’indifferenza nei confronti della sofferenza umana, il rabbino dà ragione al primo cittadino: «E’ vero che l’indifferenza ci fa diventare complici. E guardi che con la Shoah e lo sterminio degli ebrei i conti non li abbiamo ancora fatti: mi riferisco all’Europa e anche all’Italia. Quei crimini – conclude Caro - hanno goduto in quegli anni di una partecipazione a livello di governi, nella Germania nazista e nell’Italia fascista, e anche di certi settori della popolazione».

Fabio Terminali

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