Ferrara, scoperto spacciatore di cocaina
Operazione della Polizia di Stato: l'uomo ha patteggiato 10 mesi ed è di nuovo in libertà
FERRARA - Spacciava cocaina di ottima qualità, incontrando i suoi clienti nelle sale giochi della città. E proprio in quei locali dedicati alle scommesse si erano concentrate le indagini della sezione Antidroga della questura di Ferrara, che al termine di numerosi appostamenti il 27 agosto hanno arrestato un albanese di 31 anni, Mariglen Brama, conosciuto però come "Mario". L'uomo, pur senza documenti (aveva solo una patente albanese), aveva fatto ricorso a uno stratagemma per restare in Italia: dall'Albania era passato in Grecia, dove aveva ottenuto un permesso di soggiorno europeo, ancora valido, che gli ha finora evitato l'espulsione dall'Italia. Secondo le indagini della Polizia di Stato, l'uomo gravitava nella zona di via Bologna: non solo nei pressi di una sala scommesse, ma anche della vicina bocciofila per la cessione delle dosi.
Più difficile, però, scoprire dove abitava, visto che arrivava in bicicletta e si dileguava rapidamente. I pedinamenti hanno consentito di scoprire che abitava con un cugino in un appartamento di via Fabbri. Era appena uscito di casa quando, il 27 agosto, i poliziotti dell'Antidroga lo hanno bloccato. L'uomo ha tentato di disfarsi di un involucro contenente 5 grammi di cocaina, subito recuperato dagli agenti, mentre in casa c'erano altri 15 grammi di coca, oltre a 2000 euro in banconote da 500 e diversi oggetti di lusso, indice di una vita piuttosto agiata nonostante "Mario" sia ufficialmente disoccupato. Non tutti i beni però sono stati sequestrati perché di possibile proprietà del cugino, regolare in Italia e titolare del contratto di affitto, nei confronti del quale non sono stati presi provvedimenti. In casa c'erano anche sostanza da taglio, un bilancino di precisione e due cellulari con i quali "Mario" contattava i clienti: spesso persone abbienti, potendo contare su un buon giro di affari, vendendo cocaina di buona qualità a 80-90 euro al grammo.
Dopo l'arresto, però, non è scattata alcuna misura di custodia cautelare per effetto del Quinto comma sui reati di lievi entità, che ha fissato il limite di 50 grammi per le droghe pesanti e di 200 per quelle leggere. Processato per direttissima, si è avvalso della facoltà di non rispondere: ha patteggiato 10 mesi di pena e una multa di 3000 euro, ed è stato rimesso in libertà.
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