L’attesa conferma è arrivata Il Museo riaprirà le porte
Comacchio, entro il 2016 pronti gli allestimenti all’interno dell’ex Ospedale degli Infermi Il sindaco Fabbri: vogliamo recuperare la nostra storia e le nostre tradizioni, il progetto è pronto
COMACCHIO. La rifioritura dell’archeologia lagunare non è testimoniata solo dagli scavi avviati nel sito archeologico di Santa Maria in Padovetere, dove lo staff di studiosi diretti da Mario Cesarano, funzionarario della Soprintendenza, sta adoperandosi per far riemergere completamente lo scafo ligneo tardo-romano, venuto alla luce nell'autunno scorso. «Vogliamo recuperare la nostra storia e le nostre tradizioni – aveva detto il sindaco Marco Fabbri durante l'inaugurazione della mostra dedicata a La donna del fiume - e contiamo per il prossimo anno di aprire il nuovo museo del territorio». La conferma è arrivata dallo stesso Cesarano, che ha seguito dappresso il team di architetti ed archeologi, coordinati da Michela Biancardi, vincitrice del concorso di idee bandito un anno e mezzo fa dal Comune, proprio per la progettazione degli allestimenti museali. Portando insieme all’assessore Sergio Provasi il saluto alla troupe di “Slow tour, italiani non per caso” di “Travelnews24.it”, guidata dalla vulcanica, simpaticissima Syusy Blady, Cesarano, davanti all'ex-ospedale settecentesco degli Infermi, ha ribadito che «l’obiettivo è quello di inaugurare nel 2016 il nuovo museo, capace di restituire al territorio la sua identità storica e culturale». L'ex-ospedale San Camillo, che sorge di fronte a Palazzo Bellini, unica testimonianza neoclassica locale, costruito tra il 1778 ed il 1884, dopo i lavori di ristrutturazione degli anni scorsi e dopo la gare esperite dalla Soprintendenza per l’inventariazione, schedatura e per il trasporto, accoglierà dunque oltre 200 reperti archeologici della necropoli di Spina, custoditi da decenni nei magazzini del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara. Con tutte le autorizzazioni ministeriali del caso, la ditta che si è aggiudicata il servizio di trasporto dei reperti archeologici è specializzata anche nella realizzazione di casse adeguate al trasferimento degli oggetti di valore inestimabile. Il nascente museo, concepito dai comacchiesi come il naturale coronamento di un sogno, dopo che sono stati trasferiti a Ferrara tutti i reperti archeologici venuti alla luce, nel corso delle bonifiche delle valli del secolo scorso. Quattro sono le sezioni che verranno realizzate, secondo il progetto elaborato dal team di Michela Biancardi, in stretta collaborazione con il Comitato scientifico, con il Comune e con la Soprintendenza, la prima dedicata all'Età del bronzo, la seconda agli insediamenti etruschi della civiltà di Spina, la terza all'età romana e la quarta all'archeologia medievale. C’è da scommettere che Alberto Angela tornerà presto a Comacchio, dopo la puntata di “Superquark” girata due anni fa nel museo del carico della nave romana, anch'esso destinato a trasferirsi all'interno del nuovo museo del territorio e quella andata in onda la scorsa settimana con le riprese dal sito archeologico di Santa Maria in Padovetere.
Katia Romagnoli
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