LE NUOVE MIGRAZIONI-INVASIONI VISTE DA FERRARA INFIAMMABILE
di STEFANO SCANSANI Anche i ferraresi nel loro piccolo s’incazzano. È il caso della disputa su Camelot, cooperativa accusata d’essere pigliatutto: le opposizioni e più che altro la Lega hanno...
di STEFANO SCANSANI
Anche i ferraresi nel loro piccolo s’incazzano. È il caso della disputa su Camelot, cooperativa accusata d’essere pigliatutto: le opposizioni e più che altro la Lega hanno picchiato duro sull’amministrazione comunale, tanto che il vicesindaco Maisto e l’assessore Merli, toccati sul vivo (trasparenza) si autodenunciano. Cioè si sottopongono a una specie moderna di ordalia, il giudizio di dio. Il leghisterrimo Fabbri fa la buon’anima democristiana sospirando di non aver voluto chiamare nessuno in causa. La settimana scorsa avevo spiegato perché l’assessore Sapigni dovrebbe dimettersi in quanto ha taciuto o rinviato la comunicazione della revoca degli affidamenti a Camelot dopo il richiamo dell’Autorità Anticorruzione. Immediata la difesa del sindaco Tagliani con una conferenza stampa e l’arringa alla festa Pd di Pontelagoscuro. Luogo dove, intervistato da una militante - sublime ordalia democratica - il primo cittadino ha paragonato la tragedia quotidiana delle migrazioni alla Shoah. Così, molti ebrei suscettibili si sono strappati le vesti. Mi pare che per un nonnulla la politica e i politici qui prendano fuoco. In ferrarese si dice pizént. Tutti sono infiammabili e imbronciati. In questa città c’è una sorta di disabitudine al confronto di carta vetrata e nel dare peso (o un calcio) ai temi veri e alle ciance.
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