Ferrara, su Camelot spunta l’interrogazione (ieri)
Oggetto della denuncia per diffamazione di Maisto e Merli, il documento di Fabbri è datato 1 settembre, ma protocollato il 2
FERRARA. Dopo la piega giudiziaria, quella del protocollo. Va segnalata una nuova puntata del caso dei due amministratori comunali chiamati in causa dalla Lega sul caso Camelot. L’attenzione ora si concentra sui tempi con i quali il consigliere regionale e capogruppo del Carroccio Alan Fabbri ha depositato l’interrogazione al presidente dell'assemblea legislativa dell’Emilia Romagna. Interrogazione annunciata il 28 agosto e che ha scatenato la reazione del vicensindaco di Ferrara Massimo Maisto e dell'assessore allo Sport Simone Merli, entrambi Pd, e associati da Fabbri ad un presunto conflitto d'interessi nell'attività di Camelot. Maisto ne è stato uno dei fondatori e Merli ne fu un dipendente.
Questa cooperativa da anni consegue incarichi dal Comune di Ferrara nell'ambito, tra l'altro, dell'accoglienza e gestione degli immigrati. La cooperativa il 7 agosto s'è vista revocare affidamenti dal Comune capoluogo dopo l'intervento dell'Autorità Anticorruzione, perché serve una gara. Già bandita.
Insieme, Maisto e Merli, assistititi dall'avvocato Fabio Anselmo, si sono autodenunciati affinché la procura faccia definitiva chiarezza sulle accuse mosse dal capogruppo leghista. E martedì i due amministratori hanno querelato Fabbri per diffamazione anche perché l’annunciata interrogazione in Regione non era stata in verità presentata: «È pertanto palese con il consigliere e capogruppo della Lega avesse quindi come unico obiettivo quello di infangare la nostra onorabilità personale e professionale. Nessuna interrogazione od interpellanza, ma solo pura diffamazione. Pertanto comunichiamo oggi il deposito di una denuncia querela contro di lui, che ormai consideriamo indifferibile».
Quell’ oggi significa martedì 1 settembre. A questo punto la vicenda prende la piega del protocollo, con angoli e particolari tutti da chiarire. Ieri l’ufficio stampa di Fabbri ha diramato ai giornali una replica politica agli autodenunciati-querelanti Maisto e Merli, ma con nessuna menzione all’avvenuta o non avvenuta presentazione dell’interrogazione annunciata da Fabbri. La Nuova Ferrara ha invitato telefonicamente il leghista a spiegare a che punto è il documento che tanto rumore e reazioni ha suscitato.
Fabbri ha risposto che l’interrogazione è stata depositata in Regione nella mattinata di martedì 1 settembre. Vale a dire contemporaneamente alla querela dei due amministratori ferraresi. Abbiamo richiesto a Fabbri copia del documento che in breve giro di posta elettronica è arrivato all’indirizzo della Nuova. Il firmatario - ancora Fabbri - in alto a destra data così il suo documento: “Bologna, 01/09/2015”.
Nell’immediata ricerca che abbiamo fatto nel protocollo elettronico della Regione Emilia Romagna la stessa interrogazione è protocollata con numero di oggetto 1191, in data 2 settembre 2015, quindi non martedì, ma ieri. Giorno più, giorno meno, sembrerebbe una questione di poco conto, ma può avere ricadute e influenze sull’azione giudiziaria avviata da Maisto e Merli la quale si basa sull’interrogazione come già presentata in Regione ma in realtà non ancora redatta. L’assenza di riferimenti all’interrogazione nella nota di ieri del leghista complica l’interpretazione dell’iter. Infatti Fabbri va al contrattacco: “Il nervosismo che trapela dai comportamenti del vicesindaco Maisto e dell’assessore Merli non fa bene a Ferrara. Più che ad Alan Fabbri, pensino ai ferraresi. Mi querelano? Io vado avanti”.
Neppure quando il capogruppo del Carroccio rifiuta di farsi tappare la bocca svela di avere presentato (per lui il giorno prima) l’interrogazione: “Se Maisto e Merli pensano di tapparmi la bocca si sbagliano di grosso. Ho fatto il mio dovere: sono stato eletto per questo, e continuerò a farlo, fino in fondo. Sono sereno e vado avanti. Per un’amministrazione pubblica normale fornire risposte e trasparenza ai propri cittadini dovrebbe essere la prassi, non motivo di querele”. Ora c’è anche il motivo di data e protocollo. (lnf)
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