«Imu e Tasi al massimo a Bondeno, non è una provocazione»
Il sindaco Bergamini spiega di aver già dato mandato agli uffici di verificare la fattibilità di tassare ai livelli più alti chi ospita profughi
BONDENO. Se era partita come una provocazione, ora non sembra più esserlo. «Ho già messo al lavoro gli uffici, per essere sicuro che sia fattibile dal punto di vista legale e amministrativo», dice Fabio Bergamini. Il sindaco di Bondeno racconta di voler fare sul serio: pensa di innalzare Tasi e Imu al massimo per chi ospita profughi in case o strutture di proprietà.
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La proposta l’ha lanciata in replica al ministro Angelino Alfano perché il titolare del Viminale «ci sta sfidando, il suo è un affronto ai nostri territori», sostiene l’esponente leghista. La misura ipotizzata da Bergamini è finalizzata a disincentivare l’eventualità di nuovi arrivi di migranti sul territorio comunale matildeo, oltre alla ventina già ospitati dalla parrocchia di Salvatonica e dall’associazione Accoglienza gestita dal parroco, don Giorgio Lazzarato.
Il gettito prodotto dall’aumento delle tasse sull’abitazione «lo destineremo a un fondo a disposizione dei terremotati – prosegue Bergamini -. Chi vìola il patto di solidarietà tra terremotati, vendendosi come un giuda per 30 denari (corrispondenti agli oltre 30 euro al giorno incassati per clandestino mantenuto), merita una batosta fiscale».
Il primo cittadino, successore dell’attuale consigliere regionale Alan Fabbri, sottolinea come sia stato «eletto per fare il bene di questa comunità, ferita da un sisma, non per dilapidare risorse per dare accoglienza a clandestini, visto che solo tre su dieci hanno i requisiti per dirsi profughi. Sappiano che la nostra protesta contro queste politiche di invasione, che alimentano solo ingiustizie sociali, è concreta, e si svilupperà in dure azioni di contrasto a questa accoglienza selvaggia, folle, pericolosa».
Il turbinio di parole si alza di livello: «Siamo come Davide contro Golia – afferma il sindaco Bergamini -. Il Comune di Bondeno dichiara guerra politica allo Stato: se di mezzo c'è la tutela dei nostri cittadini non ci fermiamo di fronte a nessuno». Ora la parola va agli esperti di legge, con l’obiettivo di non far nascere un provvedimento che possa essere subito impugnato. Un passaggio non semplice, anche perché chi volesse mettere i bastoni tra le ruote potrebbe rifarsi a uno storico slogan della Lega Nord, il partito di Bergamini: “Padroni a casa nostra”. Liberi quindi di ospitare chi si vuole tra le proprie quattro mura.
Fabio Terminali
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