Mensa a Ingegneria Spunta l’ipotesi-Pacifico
Raggiunto l’accordo tra Unife e proprietà per l’acquisto: 2 milioni di investimento L’apertura forse già a ottobre, con gestione Ergo e stessi prezzi di corso Giovecca
Il tempo dei bivacchi forzati, per gli studenti di Ingegneria orfani di mensa universitaria, potrebbe avere - se non i giorni - le settimane contate.
Secondo fonti di Ateneo, è già stato definito l’accordo tra Unife e i proprietari del ristorante Pacifico di via Saragat per l’acquisto dello stabile che, se non si saranno intoppi, potrebbe già essere pronto per la distribuzione di pasti agli studenti per il mese di ottobre, in tempo per l’inizio dell’anno accademico. Un progetto in cui l’Ateneo ha investito due milioni di euro, ma che attende un ultimo tassello per essere portato a compimento. Se l’accordo tra Unife e proprietà è cosa fatta, non altrettanto può dirsi tra i proprietari dei muri e i gestori del locale. Attualmente, il ristorante risulta chiuso del ferie: un cartello ne annuncia la riapertura per il 21 settembre, ma in questi giorni è in corso una trattativa tra le parti che, una volta portata a termine, aprirebbe la strada all’acquisizione dello stabile da parte di Unife. A quel punto l’apertura della mensa potrebbe essere imminente poiché, come confermano le fonti universitarie, non sarebbero necessari grossi lavori per trasformare il ristorante - già fornito di cucine per la preparazione dei pasti - in mensa. Mensa che, al pari di quella di Corso Giovecca, sarà gestita da Ergo, l’azienda regionale per il diritto allo studio, applicando gli stessi prezzi.
Erano stati gli stessi studenti di Ingegneria a chiedere a gran voce, già due anni fa, l’apertura di una mensa per la facoltà. Penalizzati da una posizione “decentrata”, i 2.500 iscritti si dovevano arrangiare con panini da consumare seduti sui gradini, o rassegnarsi a soluzioni più costose oppure più economiche ma scomode, come spingersi fino all’Interspar. Decisi a ottenere un servizio assicurato a “colleghi” geograficamente più fortunati, i futuri ingegneri avevano anche presnetato una petizione sostenuta da un migliaio di firme. Sull’onda di queste proteste, nel novembre del 2013 il rettore Nappi aveva annunciato la realizzazione di una struttura ricettiva in via Saragat, e all’epoca l’ufficio tecnico dell’Ateneo era stato interpellato per uno studio di fattibilità. Il progetto prevedeva di organizzare il servizio di refezione in un’area di circa mille metri quadrati, comprendente una sala pranzo, cucina per la preparazione in loco dei pasti e depositi per altri 3.500 metri quadri e altri vani, tra cui quelli destinati a zona distribuzione, servizi e uffici. Ma in questi due anni poco o nulla si era mosso.
Alessandra Mura
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