Natalità, nuovo periodo di calo
A Ferrara nascono più maschi, ma ci sono più femmine
A Ferrara il dato ormai è storico, nascono più maschi. In 115 anni di rilevamenti, dal 1900 al 2014, solo 13 volte è risultato che le femmine superassero i maschi per numero di nascite. Un risultato in controtendenza con il numero della popolazione residente nel territorio comunale, che vede da sempre gli uomini in minoranza rispetto alle donne, per via di una vita media più breve. Con l’ausilio dei dati forniti dall’ufficio statistica del Comune, si può osservare come in oltre un secolo si sia ridimensionato il quoziente di natalità (numero di nascite ogni mille abitanti) passato dal 38,5 del 1902 al 4,6 del 1984, per superare negli anni Duemila quota 6. L’anno con più nascite è stato il 1920 con 3.443, mentre il meno prolifico rimane l’orwelliano 1984 con appena 678. Ecco l’analisi.
ANNI ZERO. Per ben tre volte nei primi dieci anni del Novecento si superano le tremila nascite. Il boom delle culle si registra nel 1902 con 3.200, mentre paradossalmente il meno profilino è stato il 1900 con 2.791 nascite.
ANNI DIECI. Nel 1914, l’Italia non era ancora entrata nel conflitto, sono venuti al mondo 3.348 bambini. Nel 1918, ultimo anno della guerra, le nascite sono state appena 1.810 con un quoziente di natalità che si è quasi dimezzato in quattro anni passando da 33,3 a 17,3. Il quoziente più alto del decennio si è registrato nel 1910 con 33,3.
ANNI VENTI. Il 1920, come detto, è stato l’anno più prolifico del secolo con 3.443 bambini e un indice di 32,5 nascite ogni mille abitanti. L’anno nero del decennio è stato il 1929 con 2.340 nuovi nati per un quoziente di 20,3.
ANNI TRENTA. Pronta ripresa l’anno successivo, con il 1930 che risulta il più prolifico del decennio con 2.396 nati e fa salire il quoziente a 20,7. L’anno negativo è invece il 1936 con 2.025 bambini venuti alla luce con il quoziente che scende drasticamente a 16,9 complice anche l’aumento della popolazione.
ANNI QUARANTA. Il sanguinoso secondo conflitto mondiale lascia il segno in questo decennio, l’annata con meno nati risulta il 1945 con appena 1.797 ed un quoziente di 13,8 nati per mille abitanti, ma l’anno successivo con la conclusione delle ostilità e con la ricomposizione di molti nuclei familiari si assiste ad un boom demografico con 2.675 nascite con il quoziente a quota 20,2.
ANNI CINQUANTA. Il record è stato stabilito nel 1957 con 2.020 nuovi piccoli iscritti all’anagrafe e un quoziente di 14. L’anno meno prolifico è il 1951 con 1.814 nati per un quoziente di natalità 13,3.
ANNI SESSANTA. Il benessere del boom economico porta anche benefici sul fronte demografico. Il 1964 risulta uno degli anni più prolifici del dopoguerra con 2.519 nati ed un quoziente pari a 16. L’annata con meno lieti eventi del decennio si registra invece nel 1968 con 1.999 nati e il quoziente a 12,7.
ANNI SETTANTA. L’anno più prolifico resta il 1970 con 1.906 nati e un quoziente di 12,2 a fronte dell’annata nera 1979 che scende addirittura sotto le mille unità.
ANNI OTTANTA. Fa registrare nel complesso tra i dati più bassi del Novecento, non a caso si inserisce il 1984 che passa alla storia come il meno prolifico del XX secolo con appena 678 nascite ed un quoziente di 4,6 nati per mille abitanti.
ANNI NOVANTA. Viene confermato il periodo di forte contrazione delle nascite, il dato peggiore viene dato dal 1995 con 722 nati (quoziente 5,3), mentre il più prolifico risulta il 1991 con 819 nati per un quoziente di 5,9.
ANNI DUEMILA. Si passa da un 2000 con 815 nati e un quoziente di 6,1 al 2009 con 1.033 nati e il quoziente che sale 7,7, fino a scendere nel 2014 a 890 con quoziente 6,7.
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