La Nuova Ferrara

Ferrara

la soffiata in carcere dell’ex pentito diventa calunna

«Nella Jaguar ci sono 50 chili di cocaina»

«Nella Jaguar in arrivo dalla Germania c’è un carico di 50 chili di cocaina»: la soffiata l’aveva fatta lui stesso, Pasquale Gagliostro, ex collaboratore di ’ndrangheta, girata alla polizia dopo aver...

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«Nella Jaguar in arrivo dalla Germania c’è un carico di 50 chili di cocaina»: la soffiata l’aveva fatta lui stesso, Pasquale Gagliostro, ex collaboratore di ’ndrangheta, girata alla polizia dopo aver avuto la confidenza da un compagno di cella, qui a Ferrara, un boss della cocaina, Giuseppe Corsini, condannato a 19 anni per l’inchiesta «Due torri connection» (droga tra Colombia, Spagna e Bologna). La polizia intercettò la Jaguar, nei giorni indicati, in arrivo dalla Germania, ma della droga non c’era nulla nel baule e bombolone. Tra il 25 e il 27 ottobre 2011 il blitz scattò a vuoto e ora per questo motivo Gagliostro è accusato di calunnia nel processo che si sta celebrando qui a Ferrara, poichè la soffiata, poi rivelatasi non vera, fu fatta nel carcere dell’Arginone, da qui la competenza del nostro tribunale. Ieri mattina davanti al giudice Franco Attinà e al pm Stefano Longhi, lo stesso Gagliostro ha spiegato la sua posizione e le traversie giudiziarie. Il legale di Gagliostro, Fabrizio Carletti sostiene non vi sia assolutamente calunnia, in quanto le indicazioni date erano precise: data, spedizione, auto, modalità: mancava solo la droga, quei 50 chili. La vicenda è soltanto una piccola storia cui fa da sfondo una realtà, quella di ex collaboratori di giustizia e pentiti o altro sempre in giro per carceri italiane: Gagliostro le ha fatte tante tra cui Opera, Parma, Ferrara dove c’è sezione per collaboratori di giustizia. Processo aggiornato ad ottobre.

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