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Asso pigliatutto? «No, collaboriamo con il volontariato»

L’ultimo appalto Asp da 1,5 milioni per 400 profughi vinto da una cordata con molte realtà del mondo cattolico

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Camelot e solo Camelot quando si tratta di profughi ed emergenze varie. Affidamenti solo a Camelot. Vince sempre Camelot. Per alcuni è una semplice constatazione. Per altri - forze di opposizione varie a partire da Gol e Lega passando per Fdi e Fi - è il segno di un sospetto. I dirigenti della coop sociale - cercando di rimanere fuori dall’arena politica - forniscono questa chiave di lettura: «Dal 2001 Camelot ha iniziato a occuparsi di integrazione e accoglienza, nel corso del tempo il fenomeno dell’immigrazione è cresciuto e noi abbiamo accumulato esperienza e competenza, abbiamo professionalità interne di sicura garanzia. Con noi lavorano persone molto qualificate, molti sono i laureati. Ci si rivolge a noi non per strani rapporti, vinciamo le gare non per oscuri motivi, ma perché siamo diventati bravi e presentiamo progetti di qualità. E questo non solo nel settore dell’immigrazione, anche in campo educativo e assistenziale».

Baldoni, De Los Rios e Tsucalas rifiutano anche l’etichetta di asso pigliatutto che vogliono affibbiare a Camelot. «In alcune gare anzichè scornarci tra imprese e associazioni dello stesso territorio abbiamo fatto delle alleanze». È il caso recenti dell’Ati (associazione temporanea d’impresa) costituita per partecipare al bando di gara da 1,5 milioni indetto dall’Asp per l’accoglienza di 400 profughi: della cordata guidata dalla capofila Camelot che si è aggiudicata la gara (non c’erano altri concorrenti) fanno parte altri dieci enti, diversi dei quali hanno le loro radici culturali nel mondo cattolico: gruppo locale monsignr Filippo Franceschi, Matteo 25, Accoglienza onlus, coop Ballarò, Amici della Caritas di Ferrara-Comacchio, Vivere qui, Viale K, associazione Nadya, Istituto Don Calabria, Agriturismo La Spagnolina. Baldoni va fiera anche di altre collaborazioni come quella che vede Camelot (qui non capofila) e altri tre cooperative concorrere alla gestione esternalizzata della scuola comunale per l’infanzia di Pontelagoscuro.

Nessun imbarazzo per il vice sindaco Maisto che è stato presidente onorario di Camelot (poco tempo, fino al 2004( e l’assessore Merli che è stato dipendente fino al 2013 (operava nel Rodigino): «Siamo fieri se persone che hanno lavorato con noi vanno e ricoprire ruoli importanti, se ricevono incarichi in ambiti istituzionali e non».

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