Edilizia, la ripartenza dal residenziale
Fabbricati in aumento nel 2014. Martinelli (Ance): «Numeri positivi ma ancora troppo bassi rispetto al passato»
L'edilizia ferrarese vede un bagliore in fondo al tunnel: nel 2014 è tornata a crescere la costruzione di fabbricati residenziali. Nessuna grande festa ma un piccolo passo verso l'uscita dalla crisi. Per Paolo Martinelli, presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) di Ferrara, «il fondo è già stato toccato. Ora si deve ricominciare partendo da questi dati positivi anche se sono ancora troppo bassi». L’incremento di costruzioni è stato registrato dal Comune, pubblicato nell’annuario “Ferrara in Cifre” ed è stato calcolato rapportando l'insieme di permessi ritirati dai richiedenti nel 2014 rispetto a quelli del 2013. Il dato non tiene conto comunque di trasformazioni o ristrutturazioni di fabbricati che non comportano una variazione di volumi. «Il trend positivo rilevato è molto ridotto - spiega Martinelli - per cui si deve considerare di essere ancora in una situazione di gravissima crisi pur essendoci nel futuro un prospetto di stabilità e forse, speriamo, di leggero sviluppo. All’Ance siamo cauti perché i dati sono ancora troppo bassi rispetto al passato. È però positivo che ci si avvii verso una progressiva stabilizzazione».
Non sono ancora disponibili dati per il 2015 ma secondo il presidente dell'Ance «verranno confermati quelli dello scorso anno. Dobbiamo comunque aspettare novembre». La scadenza fissata da Martinelli coincide con la chiusura del bando per i finanziamenti alle giovani coppie: «È un’azione che incentiva, con la concessione di 20/30.000 euro a fondo perduto, l'acquisto di nuovi appartamenti. È aperto dal 29 luglio e chiuderà il 29 ottobre. Le vendite storicamente aumentano in questo periodo. Sono dieci anni che è aperto ed è sempre stato così - racconta il presidente - quindi sui dati del 2015 saremo più precisi tra qualche mese».
Se riparte il mercato edile, i prezzi del settore rimangono perlopiù inalterati: «Tipicamente questo comparto prima torna a costruire, poi stabilizza i prezzi e solo dopo questi due passaggi si torna a salire. Noi siamo ancora all’alba della seconda fase quindi ancora ce n’è di strada da fare».
Ingessato il mercato del nuovo quello dell'usato è invece più vivace: «Questo settore è stato fermo a lungo per il decremento dei prezzi. Ora che le valutazioni sono leggermente in aumento alcuni decidono di vendere per buttarsi sul nuovo, ma sono ancora pochi. Si è comunque sbloccato il mercato dell'usato speriamo lo faccia anche quello del nuovo. Ora se si costruisce lo si fa in periferia, fuori dal tessuto urbano».
La crisi ha segnato un punto di svolta per le aziende del settore: «Riqualificazioni e riutilizzo dei terreni sono la nuova frontiera dell’edilizia. Ora si tende a riammodernare l’esistente e gran parte delle aziende si stanno attrezzando o lo hanno già fatto per lavorare in questa particolare fetta di mercato. Non si fanno solo ristrutturazioni ma si trasformano, anche demolendo completamente lo stabile, edifici non più funzionali in altri molto più utili e all’avanguardia sotto il profilo energetico e sismico».
Continua a scendere invece la costruzione di opere non residenziali. Una caduta vertiginosa dal 2001 se non si considera il 2012. Lo scorso anno è stato toccato il punto più basso con solo cinque nuove strutture. «Il non residenziale è stabile rispetto al 2014 - termina Martinelli - anche se ci sono state alcune costruzioni importanti i numeri sono ancora molto bassi».
Andrea Perini
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