«Ora indaghi la Corte dei conti»
Esposto di Fabbri ai magistrati sui numeri e gli incarichi della Coop
«La procura della Corte dei Conti verifichi se è stata lesa la libera concorrenza da parte della coop Camelot»: sulla base di questo principio il capogruppo Lega Nord, Alan Fabbri, ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna sul «caso Camelot». Nell'atto depositato, Fabbri ribadisce quanto segnalato nei giorni scorsi, sulla posizione del vicesindaco di Ferrara, Maisto, fondatore ed ex presidente della coop e non lo avrebbe segnalato nel suo curriculum vitae sul sito Internet del Comune. E anche sull’assessore Simone Merli, dipendente di Camelot fino al 2013 (a Rovigo, ndr)». Mentre si ricorda che sia Maisto che Merli hanno denunciato Fabbri per diffamazione. Fabbri ha ricordato nel suo atto che il Comune è già stato destinatario di una «doppia segnalazione dell'Autorità anticorruzione che ha rilevato la scarsa coincidenza con l'interesse pubblico di affidamenti diretti» dei servizi Sprar a Camelot e precisa che, anche dopo i rilievi dell'Authority, Camelot «è riuscita a vincere l'appalto», in cordata, «per l'affidamento dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo e rifugiati (valore potenziale 1 milione di euro) e quello che assegna 1.530.000 euro per l'accoglienza di 400 presunti profughi nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum».
Per questo motivo, Fabbri chiede alla Procura contabile «di verificare se nell'affidamento di appalti e servizi alla coop Camelot da parte del Comune di Ferrara, in diversi casi senza bando di gara, sussistano elementi lesivi della libera concorrenza o interessi privati particolari da parte di alcuni membri dell'attuale giunta ferrarese».
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