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Il film del Tpo domani alla mostra di Venezia

Il film del Tpo domani alla mostra di Venezia

Passerella prestigiosa per “Come mirano giusto costoro” di De Laurentis La pellicola racconta la vita di una famiglia durante la campagna di Murat

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Dai libri di storia alla pellicola. La campagna per l'unità d'Italia di Gioacchino Murat è diventata una produzione del Tpo che ha uno spazio di prestigio alla mostra del cinema di Venezia. "Come mirano giusto costoro" è il titolo del film, diretto da Ferdinando De Laurentis, in programma all'hotel Excelsior del Lido, domani alle 15. A presentarlo, il regista De Laurentis assieme, tra gli altri, a Maurizio Romanato, giornalista e Andrea Tincani critico cinematografico.

L'idea del film nasce in occasione del bicentenario dello scontro avvenuto sulle rive del Po per il quale il Comune di Occhiobello ha promosso una serie di iniziative culturali, tra cui un convegno storico internazionale tenutosi in aprile. A ridosso del fiume, infatti, avvenne 'la battaglia di Occhiobello' e la ritirata di Murat, re di Napoli, di fronte alle truppe austriache guidate dal generale Federico Bianchi. La storia degli uomini e degli scontri di quei giorni è il tema del film girato in Polesine con gli attori del Tpo, la partecipazione di Pippo Santonastaso e la colonna sonora dei Marmaja. Domani inoltre, saranno presentate altre due produzioni del Tpo, 'Il giorno dello scorpione', tratto dall'omonimo romanzo di Linda Stocco e 'Ce la possiamo fare', un film sulla disabilità.

"Come mirano giusto costoro" narra come una famiglia occhiobellese visse il 7 e l'8 aprile 1815, mentre, a poca distanza dalla loro abitazione, l'esercito di Murat tentava di attraversare il Po contrastato dall'esercito austriaco. Il 30 marzo 1815, a Rimini, ci fu il primo programma di rivendicazione dell'indipendenza, dell'unità e libertà nazionale racchiuso nel famoso documento del re-generale Giochino Murat noto come il Proclama di Rimini. Il proclama lanciava un appello a tutti gli italiani, affinché si realizzasse il sogno dell'unità d'Italia. Sogno infranto proprio a Occhiobello e realizzato soltanto alla fine di luglio del 1866. «Murat fallì perché era solo un altro padrone, - dirà nel film un nonno al nipotino mentre attende il passaggio di re Vittorio Emanuele II, dopo aver raccontato come andarono realmente i fatti in quei due giorni di primavera del 1815, quand'egli era un ragazzino - ma lanciò l'idea dell'unità degli italiani, di uno stato autonomo e indipendente, anche se nell'immediato non cavò un ragno dal buco. Ci volle un lavoro di altri trent'anni, e quarant'anni di fallimenti, per smuovere le coscienze». Il 7 aprile 1815 un ragazzino, Serafino, passeggia sulle rive del Po e la mamma, Carolina, lo avvisa di una prossima battaglia che è attesa in giornata proprio su quelle sponde. Tornati a casa, in famiglia, assiste a discussioni su quanto sta accadendo.

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