Imu e Tasi al massimo Uniti di centro mugugna
Vincenzi: il sindaco aveva preso l’impegno di non trattare temi nazionali Saletti: quello di Bergamini è un modo per non far dimenticare i terremotati
BONDENO. Scricchiolii all’interno della maggioranza. L’idea del sindaco Fabio Bergamini di alzare al massimo le aliquote di Tasi e Imu alle persone che decidono di affittare la propria casa di proprietà ai profughi potrebbe aver incrinato qualche patto siglato, tra il primo cittadino e la civica Uniti di centro, prima delle elezioni. Non si parla ancora di crisi di governo ma le indicazioni che arrivano da più parti (anche Forza Italia pensa che le dichiarazioni di Bergamini siano più uno slogan che una vera e propria azione praticabile) danno la misura del clima poco rilassato che ha generato l’annuncio.
È l’assessore ai lavori pubblici, Marco Vincenzi, di estrazione cattolica, a sottolineare come «l’impegno che era stato preso dal sindaco era quello di lasciare fuori la politica nazionale dall’amministrazione di Bondeno». E sembrerebbe che questo confine sia stato oltrepassato nel momento in cui Bergamini ha toccato il tasto profughi. Infatti alla domanda se l’iniziativa di Bergamini possa aver incrinato i rapporti internti, Vincenzi ha risposto secco: «Potrebbe essere successo anche questo». Tutto rimane ancora nell’ambito dei “se” anche perché la lista Uniti di centro non si è ancora riunita per trovare una linea comune da seguire in questa situazione. «Ci riuniremo lunedì», si limita a rimarcare più volte Vincenzi che, sulla posizione che terrà la lista non si sbottona più di tanto. «Ora non voglio esprimere nessun giudizio. La lista - continua Vincenzi - deciderà cosa è giusto e cosa no». Certo è che non è la prima volta che i centristi assumano posizioni differenti da quelle della Lega proprio sui migranti in particolare nel botta e risposta tra don Domenico Bedin e il consigliere regionale Alan Fabbri.
Diversa, rispetto non solo alla posizione di Vincenzi ma anche a quelle di Forza Italia, è la lettura che dà della proposta lanciata da Bergamini il vicesindaco Simone Saletti, componente della lista civica “e avanti”: «È un modo per mantenere viva l’attenzione sulla questione dei terremotati. Abbiamo ancora 700 famiglie fuori casa dopo tre anni. Ancora non c’è una vera normalità nel paese è una questione che non riusciremmo a gestire. Non possiamo chiedere di più, in questa fase storica alla città». È lo stesso vicesindaco poi a ricordare quanto Bondeno faccia per aiutare gli altri: «Ci sono 130 associazioni di volontariato e da 10 anni inviamo fondi in varie missioni del mondo. Non siamo un’amministrazione razzista. Se non ci fosse stato il problema della ricostruzione. Quattro anni fa non ci siamo tirati indietro». Anche se alla fine anche Saletti ammette che l’idea lanciata da Bergamini «è una provocazione. Se fosse un’iniziativa reale andrebbe discussa con i cittadini».
Andrea Perini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google