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Poste, la speranza arriva dai tribunali regionali

Poste, la speranza arriva dai tribunali regionali

Masi San Giacomo e altri tre centri sperano. I Tar di Toscana ed Emilia danno la sospensiva per la chiusura degli uffici dei comuni che avevano ricorso

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MASI TORELLO. Una buona notizia per evitare la chiusura dell’ufficio postale di Masi San Giacomo, ma anche di Marozzo, Montesanto e Reno Centese, arriva dalla Toscana e da Portonovo di Medicina. Si registra infatti una sospensiva del Tar della Toscana per la chiusura degli uffici postali relativa a tutti i comuni che avevano fatto ricorso. Lo si apprende dall'Anci e dall'Uncem, dopo aver avuto notizia di un precedente provvedimento che, in via straordinaria, aveva riguardato solo 3 comuni (Montopoli di Pisa, Rufina di Firenze e Terranuova Bracciolini di Arezzo) i quali avevano presentato un altro ricorso. I comuni interessati sono circa una cinquantina. Nel ricorso al Tar, che ora dovrà pronunciarsi nel merito, i comuni avevano impugnato la comunicazione con cui Poste italiane aveva informato i sindaci dei 'taglì al servizio. A Firenze si è svolto l’altro giorno un presidio organizzato da Anci Toscana davanti alla sede di Poste Italiane per protestare contro la decisione dell'azienda di chiudere 57 uffici situati in picoli comuni. Anche il Tar dell’Emilia-Romagna ha concesso la sospensiva chiesta dal comune bolognese di Medicina contro la chiusura dell'ufficio postale di Portonovo. La sospensiva verrà successivamente discussa in udienza a fine settembre. Il presidente del Tar ha concesso la sospensiva in tempi molto celeri a testimonianza del fatto che il ricorso si basa su numeri reali. «Noi andremo avanti per la nostra strada - ribadisce Riccardo Bizzarri, primo cittadino di Masi Torello, in prima fila per evitare la chiusura degli uffici postali - tenteremo tutte le strade possibili per evitare che questi territori vengano penalizzati. Ho ricevuto il sostegno di tanti collegi». Intanto martedì 8 settembre alle 14,30 a Bologna è previsto un incontro con l’avvocato Maltoni. L’incontro è stato reso possibile grazie all’interessamento di Anci regionale. Si parlerà di un eventuale ricorso da parte di tutti i comuni emiliano-romagnoli dove si sono uffici postali a rischio chiusura.

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