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dibattito alla festa dell’unità

«Soldi per le aree più a rischio e per la costa»

«Soldi per le aree più a rischio e per la costa»

Il ministro Galletti a Ponte: intervenire sui cambiamenti climatici e sulle zone dissestate

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«Per anni abbiamo privilegiato interventi che dessero riscontri elettorali e questo ha portato il nostro territorio alle condizioni in cui è oggi. Adesso l'ambiente è priorità rispetto ad altri interventi». Parola del ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, ospite venerdì sera della Festa dell'Unità di Pontelagoscuro. Col responsabile del dicastero hanno dialogato Alessandro Bratti, deputato Pd e presidente della Commissione parlamentare sui rifiuti, e Paola Gazzolo, assessore all'Ambiente della Regione Emilia Romagna. «Tutto quello che facciamo per il benessere del Paese - ha detto il ministro - può essere vanificato se non interveniamo sui problemi dei cambiamenti climatici. Da quando sono ministro ho visitato le 8/9 regioni maggiormente colpite da nubifragi. Per anni non abbiamo fatto manutenzione del territorio. Questo è uno degli interventi che non piace a chi fa una politica che guarda al giorno dopo, perché se fai manutenzione trovi riscontro solo tra qualche anno». E se il premier Renzi «alla prima riunione del Consiglio dei ministri ha istituito una cabina di regia per permettere un coordinamento di tutti i ministeri su questo tema», ha proseguito Galletti, è anche vero che «in questo anno ci siamo accorti che le risorse c'erano ma non venivano utilizzate. Adesso il presidente Bonaccini può avviare interventi sul dissesto idrogeologico in maniera più veloce. Abbiamo avviato un piano decennale nazionale di stanziamento di 7 miliardi in 7 anni, di cui 1.3 miliardi a disposizione delle aree più a rischio. Privilegeremo proprio le aree più a rischio e soprattutto le Regioni che hanno la progettazione più avanzata. Oggi abbiamo finanziato molti interventi dell'Emilia tra cui i nodi più a rischio, tutta la riviera adriatica dove stanziamo risorse per il rifacimento delle coste con 18 milioni di euro». Secondo Alessandro Bratti «il ministro ha delineato il percorso futuro delle nostre imprese. L'ambiente non è solo tutela, oggi è di fatto un’opportunità per le imprese e perché questo sia possibile la politica deve fare scelte economiche precise. La scelta del riciclo è dettata anche da pressioni di paesi che dal punto di vista tecnologico sono avanzati, ma bisogna andare in quella direzione». Il Green Act è fatto da un insieme di provvedimenti di cui una parte sta andando avanti, ha ricordato Bratti, «altri hanno maggiori difficoltà. La legge sugli eco-reati serve per un quadro normativo che consenta alle imprese più virtuose di imporsi nel mercato, e tener fuori competitor non virtuosi. Per quanto riguarda l'articolo 35 dello Sblocca Italia, l'Emilia è una regione infrastrutturata a tutto tondo per gestire i rifiuti, c'è anche un forte hardware della gestione del rifiuto a valle, è un modello tedesco, fortemente virtuoso. Il problema è che il paese è schizofrenico, diviso tra regioni virtuose come Emilia e Lombardia e altre che non lo sono».

Il ministro conclude affermando che «voglio combattere contro quel 40% dei rifiuti del paese portati in discarica. Ci sono zone in cui la differenziata raggiunge l'80%, altre il 10. Voglio che gli amministratori di regioni non virtuose vengano con piani approvati che spieghino quali azioni fanno per non aprire termovalorizzatori». (v.c.)

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