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La Fials: all'ex S. Anna, troppo lavoro a carico del personale Asl

Ex Sant'Anna Cittadella San Rocco
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Ex Sant'Anna Cittadella San Rocco

Ferrara, il sindacato all'attacco: l’azienda ospedaliera ha ritirato i suoi due infermieri dall’oculistica. E con la Cgil guerra di volantini al fulmicotone sul caso-mobilità

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FERRARA. Il sindacato Fials torna all’attacco sulla gestione del personale nella sanità locale dopo avere innescato il caso mobilità segnalando il contenuto di due delibere che conferiscono ad Asl e Sant’Anna la facoltà di poter spostare senza il loro consenso i dipendenti coinvolti nei progetti di integrazione tra le due aziende. Questa volta la segretaria Mirella Boschetti punta il dito sulla «criticità dell’organico (infermieri e operatori socio-sanitari)» all’interno degli ambulatori della specialistica nella Casa della Salute San Rocco (ex Sant’Anna, ndr).

«La “pseudounificazione” della specialistica, il cui carico di attività diretta ed indiretta complessiva è di 450 ore circa la settimana, è stata totalmente scaricata sugli infermieri ed operatori socio-sanitari dipendenti dell’Asl - scrive Boschetti - per effetto del recupero, da parte dell’azienda ospedaliera, del proprio personale infermieristico, completato a marzo 2015 con il ritiro degli ultimi due infermieri assegnati agli ambulatori oculistici che da soli producono 150 ore circa di attività settimanale».

Ma anche l’attivazione recente del Punto di Accoglienza (Pda), “punto di prenotazione interno”, aperto dal lunedì al venerdì, ricade sul personale dell’Asl - segnala ancora la Fials - come l’aumento del ricorso «alla legge 104 (assistenza del dipendente a familiare disabile, ndr), i pensionamenti non sostituiti, le prossime cessazioni dal servizio e le malattie che interessano non solo gli operatori della specilistica, ma anche quelli di altri servizi. Ad esempio: la medicina di gruppo, il servizio stomizzati, ecc». La Fials «biasima» il modo «“carbonaro” con cui l’operazione “Casa della Salute San Rocco” è stata sinora condotta, senza la dovuta trasparente e necessaria informazione, nel rispetto delle relazioni sindacali e del diritto dei lavoratori» e auspica una «ripresa delle corrette relazioni sindacali».

Nei giorni scorsi il sindacato è stato protagonista di un crudo botta e risposta con la Cgil sulla questione della mobilità del personale. La Fials ha accusato la Cgil di aver siglato una sorta di accordo con le due aziende che svantaggia i lavoratori. La Cgil ha risposto, in un volantino, che «il presupposto per la firma di qualsiasi accordo sarà la volontarietà da parte di ciascun dipendente allo spostamento».

«Ricordiamo che chi sceglie la strada della denuncia in tribunale piuttosto che il confronto – riporta il volantino – oggi sta subendo sconfitte importanti ad esempio la causa sui tempi di vestizione (persa in tribunale), sulla pronta disponibilità sul festivo (persa in tribunale), la causa sul rischio radiologico (vinta in prima istanza e persa in seconda). Contrattare è il nostro motto».

Pronta la risposta della Fials che spiega in un contro-volantino che «la Cgil si scaglia contro l’unico sindacato, la Fials, che ha allertato i lavoratori con i propri comunicati e lettere del 27 maggio, del 29 giugno, del 20 agosto a mezzo stampa, chiedendo formalmente ai neo nominati direttori generali il ritiro delle suddette delibere, anzichè chiedere “un passo indietro” alle due aziende sanitarie, con il ritiro della pseudo “interpretazione autentica” in contrasto con la normativa regionale e nazionale vigente in materia di mobilità, che è volontaria. Il verbale interaziendale del 18 giugno (firmato dalla Cgil, ndr) usa come “cornice” le due delibere» di Asl e Sant’Anna sulla mobilità coatta «e chi ha firmato il verbale ne ha avallato il contenuto». (gi.ca.)

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