La Nuova Ferrara

Ferrara

arte di strada e lotta al degrado

Ferrara, il voltino dell'Ostello omaggio alla "mural art"

Gioele Caccia
Cosmè Tura (Vida Krei nella galleria dell'Ostello)
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Cosmè Tura (Vida Krei nella galleria dell'Ostello)

Quattro artisti stanno decorando le pareti da anni bersaglio di imbrattatori con i volti di Boldini, Previati, De Chirico e Cosmè Tura. Gli autori, riuniti in associazione, propongono un progetto ancora più ambizioso: perchè non trasformare i muri di via Roversella in una galleria open air?

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FERRARA. Un Boldini che si toglie la maschera. Un De Chirico futurista. Un Previati che sta prendendo forma in questi giorni, “pennellato” (si fa per dire) con i colori spruzzati dalle bombolette spray. Un Cosmè Tura di cui nulla traspare sull’ultimo muro da decorare, appena tinteggiato di bianco.
Da qualche giorno quelle pitture murali stanno trasformando uno spazio degradato da imbrattatori seriali - il volto dell’Ostello di corso Biagio Rossetti - in un luogo abbellito da graffiti firmati dagli stessi artisti che hanno elevato le spoglie pareti esterne del PalaCaneparo di via Tumiati ad esposizione di murales dedicati allo sport, un’iniziativa che ha trovato parecchi estimatori anche sui “social”.
Gli autori hanno nomi d’arte: Psiko ha rappresentato De Chirico,  Mendez sta completando il quadrante dedicato a Previati. Alessio Bolognesi, che non fa parte dell’associazione di artisti ma collabora con i suoi componenti e si firma Sfiggy, ha completato da alcuni giorni l’omaggio a Boldini.
 
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«Il progetto che stiamo curando in collaborazione con l’Ufficio Giovani del Comune – spiega Psiko – si intitola “A volto scoperto” e in qualche modo si interroga sull’arte contemporanea. Dietro al progetto c’è una domanda: “Se gli artisti che qui rappresentiamo fossero vivi e operativi oggi sceglierebbero l’arte tradizionale o la mural art che ha avuto un ruolo importante anche nella nascita della pop art? E se scegliessero di dedicarsi ai graffiti potrebbero mostrare il loro volto come è successo in passato? Come è noto questo particolare filone della street art resta ancora un’attività illegale e perseguita per legge». 
 
Non in questo caso, però, perché il lavoro avviene alla luce del sole ed è patrocinato dal Comune e dall’Ostello. Ma certamente il volto scoperto che dà il nome al progetto richiama, per contrasto, quello sempre coperto da un cappuccio di uno dei writers più famosi del mondo: Banksy, l'autore della "Giostra" dipinta sui muri di Gaza e della "Ragazza col palloncino"  sulla guerra in Siria. Un dualismo che fa emergere solo sommariamente quanto sia complessa e variegata, per motivazioni, cultura e modalità di esecuzione,  una corrente artistica che ai profani appare molto più compatta e omogenea.
 
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 Lo spunto di riflessione da cui parte questo gruppo di artisti, riunito sotto l'etichetta di “Vida Krei”,  ha avuto l’effetto pratico di catturare l’attenzione di pedoni e ciclisti di passaggio che già si fermano a complimentarsi con gli autori, circondati da decine di bombolette e da scale indispensabili per arrivare sotto il soffitto.
Psiko è convinto che «il progetto potrebbe proseguire nel tempo e nello spazio. C’è tutta una zona della città - da questo voltino passando per via Roversella verso il centro - che potrebbe diventare una galleria open air». Un’idea al momento appena definita, un abbozzo creativo che l’associazione di mural art sta pensando di sviluppare e condensare in un progetto concreto.
 
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«Potrebbe essere un’idea per strappare al degrado un pezzetto di città – conclude Psiko – Un muro bianco attira gli imbrattatori, un muro coperto da un’opera d’arte realizzata con gli stessi strumenti che usano gli imbrattatori potrebbe convincerli a cercare uno spazio diverso da sporcare. Da un’altra parte».
 

 

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