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Ferrara, parrocchie alle prese con l'accoglienza

Ferrara, parrocchie alle prese con l'accoglienza

Profughi, la Diocesi dopo l'appello del Papa: si cercherà di fare tutto il possibile per corrispondere all'invito del Santo Padre. Il 14 incontro in Seminario

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FERRARA. Se ogni parrocchia della Diocesi di Ferrara-Comacchio dovesse (e potesse) raccogliere l’appello di Papa Francesco spunterebbero altri 171 punti di accoglienza in provincia. E si raggiungerebbe e supererebbe facilmente anche quota 200 visto che porzioni dell’Alto Ferrarese (Cento, Poggio Renatico) gravitano nella Diocesi di Bologna e che alle parrochie vanno aggiunte altre strutture come le comunità di frati e monaci le Congregazioni religiose clericali...

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Non sarà così. Saranno molti di meno. Il comunicato dettato dal vescovo Luigi Negri lo chiarisce fin dalle prime righe: "L’Arcidiocesi valuterà realisticamente la portata di questo atto di carità» dovendo fare i conti con una situazione economica problematica. Ma anche se - oltre a tanta buona volontà - ci fossero anche i quattrini , sarebbe lo stesso arduo individuare in ogni parrocchia un luogo idoneo all’accoglienza di una o più famiglie. Lunedì 14 la Tre Giorni del Clero - programmata prima dell’appello del Papa - affronterà subito la questione accoglienza, che riveste aspetti caritativi, organizzativi e normativi. Ieri mattina, per esempio - come informa don Paolo Valenti - la struttura cittadina della Caritas che ospita 28 donne e bambini di svariate provenienze, è stata visitata da personale della Prefettura che ha il compito di vigilare sul rispetto delle regole alla base dell’accoglienza di profughi, richiedenti asilo e protezione. Non basta aprire il cuore e il portone della parrocchia: bisogna disporre di abitazioni idonee, di personale adeguato, passare al vaglio preventivo della Prefettura e dell’Asp, cui è affidata la gestione generale del servizio di accoglienza".

"Si cercherà di fare tutto il possibile per corrispondere all’invito del Santo Padre" - dice la nota della Diocesi, ma la concreta disponibilità, i modi e tempi per organizzare questo sforzo umanitario saranno definiti solo dopo i tre giorni di riflessione in Seminario.

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