Notte di paura a Consandolo
Lotta contro il tempo per domare le fiamme nel piazzale Rischio ammoniaca se il fuoco si fosse propagato all’edificio
CONSANDOLO. È appena sorto il sole e del violento incendio di domenica notte, sul piazzale dell'Agrintesa - area data in uso all’azienda D’Angio - è rimasto l'agghiacciante scheletro dell'autotreno e una colata di plastica solidificata. Una scena sconvolgente, quella che si presentava ieri mattina a chi osservava il piazzale dell’azienda e ancor di più collegandola alle fiamme che si sono sprigionate nella notte consandolese. Un incendio - ed è bene dirlo subito - che avrebbe avuto conseguenze catastrofiche se l'intervento dei vigili del fuoco non fosse stato così preciso, massiccio, professionale e soprattutto determinante. Infatti, dopo la chiamata giunta al 115, dal distaccamento di Portomaggiore sono partite due autopompe con l'intera squadra di pompieri ma il responsabile di turno, appena giunto sulla bretella di Consandolo - poco lontano dalla stazione ferroviaria -, si è accorto della vastità dell’incendio, ha subito chiesto il supporto dei colleghi del comando provinciale. Da qui sono partiti altre due autopompe "sorelle" di quelle di Portomaggiore più un carrello schiuma con nove pompieri. Non solo è stato chiesto anche l'aiuto di altri cinque vigili da Copparo con l'autopompa in dotazione. Uno spiegamento di forze che solamente il giorno dopo, con estrema razionalità, viene spiegato dagli stessi uomini che sono intervenuti. Ieri mattina, infatti, ancor prima che il turno dei pompieri smontasse dalla notte, sul loro volto c'era ancora tutta la fatica e al tempo stesso la soddisfazione di aver compiuto il propprio dovere. Dicevamo del perchè di un tale spiegamento di forse; ebbene, viene spiegato che lo scopo primario non era spegnere l'incendio - peraltro riuscito in poco più di due ore - ma salvare il fabbricato in quanto, all’interno ci sono delle celle frigo e quindi l'ammoniaca. Il che vuol dire, come gli stessi pompieri hanno tenuto a evidenziare, che se l'incendio avesse interessato anche l’edificio c'era il rischio che l'intero paese ne avrebbe pagato le conseguenze compresa l'evacuazione. E se ciò non si è verificato è perché proprio l'impianto antincendio del fabbricato, ha funzionato alla perfezione. Come gli stessi pompieri riferiscono, oltre aver gettato tutta l'acqua degli automezzi, le autopompe sono state collegate tutte quante all'idrante del stabile. Un lavoro davvero encomiabile che merita il massimo rispetto e non solamente quando intervengono e salvano la vita di chicchessia e di un'intera popolazione proprio come è successo domenica notte a Consandolo.
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