Poste chiuse, i Comuni non ci stanno
I sindaci a Bologna per un incontro all’Anci, mentre procede l’iter per il ricorso al Tribunale amministrativo regionale
MASI TORELLO. Di sicuro per Poste Italiane sarà un finale d’estate decisamente caldo. Fra pochi giorni, infatti, i Comuni del Ferrarese coinvolti dalla chiusura di alcune filiali, inoltreranno, tramite l'avvocato Gianfranco Berti, il ricorso al Tar per impedire la soppressione degli uffici periferici. La risposta, com'è probabile, arriverà dopo pochi giorni. Poi, per il 24 settembre, è attesa la sentenza. L'ormai certa privatizzazione del 40% di Poste Italiane è preceduta, da alcuni anni, dalla chiusura di piccoli uffici. Il caso di un piccolo paese bolognese, Portonovo, nel comune di Medicina, che il 4 settembre ha ottenuto, dopo soli pochi giorni dal ricorso, una sospensione della chiusura, fa ben sperare. Così, mentre ieri i cittadini di Reno Centese, col sindaco Lodi e la consulta, hanno svolto un presidio davanti al loro ufficio postale chiuso, il primo a essere ottimista è Riccardo Bizzarri, sindaco di Masi Torello e portavoce dei Comuni ferraresi coinvolti nella vicenda (Masi, Voghiera, Cento, Lagosanto, Ro e Argenta). L'abbiamo incontrato, insieme alla vicesindaco Serena Poltronieri, e per spiegare i motivi per cui il ricorso al Tar non sia stato inoltrato già da tempo, per evitare, anche se per pochi giorni, la chiusura delle filiali. «Per avviare l'iter del ricorso dovevo attendere la risposta di Poste Italiane alla mia diffida, che mi è arrivata solo il 28 agosto scorso - ci spiega Bizzarri -. Lunedì 31 ci siamo subito recati dall'avvocato Berti per avviare la pratica». In attesa del responso, sindaco e vice ripercorrono un po' la vicenda. Poltronieri spiega come «Poste non abbia potenziato la filiale di Masi Torello, nonostante la previsione di una clientela maggiore. In questo modo vi saranno maggiori code agli sportelli, e dunque un disservizio. Inoltre già a marzo avevamo chiesto a Fulvia Allegretti, responsabile provinciale di Poste Italiane, di mettere almeno uno sportello Atm a Masi S. Giacomo. La risposta era stata positiva, ma da allora non abbiamo più saputo niente». Infine, «ancora in giugno Poste ci aveva chiesto il rinnovo, per sei anni, dell’affitto. Tutto ciò è assurdo». Intanto, oggi, a Bologna è in programma un incontro tra i sindaci coinvolti, l'Anci e l'avvocato Andrea Maltoni. Infine, una proposta da Bizzarri e Poltronieri: «Stiamo ragionando con l'Auser locale su un servizio navetta verso Masi San Giacomo, anche per sopperire alla scarsità del trasporto pubblico».
Andrea Musacci
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