Quasi tre ore per vincere l’inferno
Il grande spiegamento di mezzi: 19 addetti e cinque autopompe
CONSANDOLO. Per meglio capire la dimensione della preziosa opera che hanno compiuto i vigili del fuoco nell'intervento dell'incendio al frigo dell'Agrintesa di Consandolo, va innanzitutto evidenziato che si è trattato di un lavoro che davvero ha evitato l'irreparabile. E a parlare sono i numeri della nottata consandolese. Tutto inizia con una chiamata al 115 delle ore 22.40. Dal distaccamento di Portomaggiore arrivano due autopompe (in gergo tecnico si chiamano Aps e Abt dotate di un serbatoio di acqua rispettivamente da 80 e 35 quintali) con cinque persone in turno. Durante il percorso, già da Ripapersico, viene notato il bagliore dell'incendio e l'alta colonna di fumo nero. Alla stazione di Consandolo - e quindi ad un centinaio di metri di distanza -, il caposquadra vede l'entità dell'incendio e via radio chiama in supporto i colleghi del comando provinciale. Partono altri tre automezzi: due uguali a quelli di Portomaggiore e quindi altri 110 quintali d'acqua, e un carrello schiuma. Come dire tutto il personale in servizio- e vale a dire nove persone -, si trasferisce a Consandolo compreso il capoturno. Dunque 14 persone. Il comando provinciale si svuota e di conseguenza, per “coprire” eventuali emergenze, ci pensano altri vigili del fuoco che sono distaccati da Bondeno.
A Consandolo vengono fatti arrivare anche altri cinque pompieri (e siamo a 19) con la loro autopompa da 40 quintali d'acqua. Sul posto ci sono i carabinieri di Argenta con il comandante Alberto Carli e una pattuglia del radiomobile di Portomaggiore. A titolo precauzionale, viene inoltre deciso di dirottare in zona anche un'ambulanza del 118 nell'ipotesi che qualcuno potesse farsi male. Il tutto, dunque, è iniziato alle 22.40 ed è finito all'una, dopo oltre due ore di fuoco.
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