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Presidio davanti all’ufficio

Reno Centese porta in piazza la protesta

Reno Centese porta in piazza la protesta

I cittadini: un affronto da parte dell’azienda. Il sindaco Lodi: pieno impegno del Comune

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RENO CENTESE. Ieri era giornata di chiusura per l'ufficio postale ma Poste Italiane, in un angolo della porta d'ingresso, aveva già fatto affiggere il cartello per comunicare che il servizio non sarebbe più tornato in funzione e invitava gli utenti a recarsi all'ufficio di Casumaro. Subito è scattata la mobilitazione. La presidente della consulta, Virgilia Mazzuoccolo, insieme ai consultori Roberto Balboni, Dino Cremonini, Bruno Pirazzini, Attiglio Bagni , con un nutrito seguito di residenti si sono presentati davanti alle Poste per attaccare due manifesti con un testo dove, in modo ironico, si ringraziava Poste Italiane per aver tolto il servizio ad una comunità che sta faticosamente cercando di rialzarsi dopo il terremoto. Sul posto anche il sindaco Piero Lodi che ha detto: «Credo sia chiaro che l'amministrazione comunale, e i residenti di Reno Centese,non vogliono rinunciare a questo servizio e metteremo in atto tutto quello che è nelle nostre possibilità per far recedere, dalla sua drastica decisione, Poste Italiane. Ci stiamo facendo sentire anche a Roma e oggi l'onorevole Alessandro Bratti contatterà il sottosegretario Antonello Giacomelli che ha la delega in questa materia.Stiamo anche cercando di far inserire un emendamento per far sospendere la decisione di chiudere gli uffici postali nelle zone terremotate. Abbiamo anche dato mandato ad un legale di valutare se ci sono i presupposti per fare un ricorso al Tar e, nella nostra protesta, cercheremo il sostegno degli organi di informazione sia locali che nazionali». Infatti ieri alle 10,10 nella trasmissione di Radio 2 "I provinciali", condotta da Pierfrancesco Filiberto, in arte Pif, e Michele Astori, è stato dato ampio spazio alla protesta dei cittadini di Reno Centese. «Abbiamo creduto - spiega la presidente Mazzuoccolo - nel valore dell'ufficio postale utilizzando in tutti i modi i suoi servizi. In cambio ci trattano a pesci in faccia». «L'affronto è grosso - rincara Arianna Guazzaloca - perché non ci hanno considerato neppure come clienti. Al momento chi ha il conto corrente postale non sa a chi dovrà rivolgersi in futuro». I toni della protesta si accentuano sempre più. «Ci hanno tolto la dignità di persone - afferma Rita Battaglioli -e vogliono far morire il paese». «Una vergogna - dichiara Italo Guazzaloca -non considerare l'aspetto sociale del disagio che avranno quegli anziani che hanno problemi a spostarsi». Amaramente tutti ironizzano sul fatto che venerdi verrà inaugurata la nuova scuola, il paese è in crescita anche di nascite, mentre Poste Italiane chiude l'ufficio . (g.b.)

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