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Test d’ingresso Un calo del 10% dei candidati Unife

Test d’ingresso Un calo del 10% dei candidati Unife

Oggi è il turno della selezione per entrare a Medicina Il crollo degli aspiranti farmacisti-18%, piace il design

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Università, l'anno della fuga. Ai test d'ingresso che si svolgono in questi giorni (oggi tocca a Medicina, ieri era il giorno di Biotecnologia, venerdì scorso si è aperto con le Professioni sanitarie) partecipa un numero di candidati notevolmente inferiore rispetto agli anni passati. È una tendenza nazionale che non ha mancato di manifestarsi nel nostro ateneo. Il calo più vistoso è quello degli aspiranti studenti di Scienze biologiche, passati in dodici mesi da 286 a 206 (i posti sono rimasti 175), ma balza agli occhi anche la ritirata delle matricole di Medicina, un corso di laurea che fino a pochissimi anni fa registrava una vera e propria ressa al suo ingresso. Quest'anno i candidati sono 681, contro i 747 del 2014: sessantasei in meno, un calo del 10% circa. Il contemporaneo taglio dei posti operato dal Ministero, che li ha ridotti da 218 a 151, fa però sì che le probabilità (teoriche) di essere ammessi siano inferiori: nel 2014 c'era un posto ogni 3,4 candidati, oggi uno ogni 4,5. Il minor appeal non ha risparmiato il corso di laurea in Farmacia (passato da 316 a 259 aspiranti matricole, il 18% in meno) e diversi corsi nell'ambito delle Professioni sanitarie, anch'essi ambitissimi fino a poco tempo fa. Ci sono infatti 58 aspiranti studenti di Infermieristica in meno (il 21%, e qui i posti sono saliti da 144 a 166), trentuno aspiranti in meno a Tecniche di radiologia (il 30% in meno) e sedici in meno a Dietistica, mentre sono sostanzialmente in linea Fisioterapia, Logopedia, Tecnica della riabilitazione psichiatrica, Tecniche di laboratorio e Igiene dentale. Ancora in area scientifica va registrato il calo delle aspiranti matricole di Chimica (un quarto in meno, da 81 a 59, meno dei posti disponibili) e di Chimica e tecnologia farmaceutiche, calate da 243 a 199 (-18%). Nemmeno architettura "scalda" più come un tempo, visto che i candidati al suo test scendono da 374 a 337 , mentre è degna di nota la performance di Design del prodotto industriale, che in un simile contesto mette a segno l'aumento più cospicuo (da 229 a 280). «Siamo in linea con una tendenza nazionale, per quanto riguarda Medicina sicuramente ha inciso la riduzione di posti disposta dal ministero - commenta il professor Lorenzo Pareschi, delegato alla didattica -. Il calo si è comunque attestato a circa il 9%, un dato notevolmente migliore rispetto ad atenei limitrofi, ad esempio Padova e Verona». Un'altra conferma giunge guardando i dati in base al genere dei candidati: l'università italiana si è decisamente femminilizzata. Solo in tre corsi di laurea (Scienze motorie, Fisioterapia e Chimica) la maggioranza dei candidati è costituita da uomini (rispettivamente il 72, 55 e 38%), mentre in tutti gli altri la maggioranza di donne è schiacciante. Prevedibile il 98% a Ostetricia (in pratica 99 candidate e due candidati), sono donne il 93% dei candidati a Logopedia, il 77% a Chimica e tecnologia farmaceutiche, il 76% a Farmacia, il 72% a Infermieristica. Ancora: il 69% degli aspiranti studenti di Tecniche della riabilitazione psichiatrica sono donne, il 65% degli aspiranti studenti di Medicina, il 61% degli aspiranti studenti di Architettura e pure il 54% degli aspiranti studenti di Design.

Gabriele Rasconi

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