Una guerriglia col machete Tutta colpa della fidanzata
Giovane nigeriano che abita a Ferrara al centro della maxi rissa a Reggio Emilia Picchiava la ragazza, la famiglia di lei ha organizzato una spedizione punitiva
Tutto è nato per colpa di una ragazza, Elisabeth, che sabato scorso aveva chiesto aiuto alle forze dell’ordine perché il fidanzato – il connazionale, nigeriano, 29enne Ehis Ughegele (che vive a Ferrara) - la maltrattava. La famiglia di lei non ha voluto passarci sopra, voleva fargliela pagare al ragazzo, e da qui è nata una maxi rissa, una guerriglia urbana che a Reggio Emilia, nella zona stazione, ha coinvolto quaranta persone, 8 di queste arrestate e tanti feriti: roba da Far west. Ieri il processo per tutti, per gli 8 finiti sotto inchiesta, il nigeriano-ferrarese compreso. Tutti liberati però, poche ore dopo il terrore che hanno innescato a Reggio a ridosso della stazione ferroviaria, domenica pomeriggio, con martelli e cacciaviti usati come armi, lo spuntare di un’accetta, inseguimenti con la rabbia inarrestabile di chi vuole colpire a tutti i costi, sangue ovunque.
Una quarantina di nigeriani coinvolti ma solo otto gli arrestati che per gli inquirenti hanno sicuramente a che fare con questa maxi rissa, mentre altri sono ricercati. Mentre sono ancora al vaglio degli investigatori le immagini della guerriglia urbana. Ieri, al processo, pian piano, si è fatto chiarezza sul Far West a Reggio, ciò che ha innescato l’assurda caccia all’uomo fra nigeriani. Tutto è nato da Elisabeth, che aveva chiesto aiuto perché il fidanzato, il nigeriano che vive a Ferrara, Ehis Ughegele la maltrattava e lei si sentiva in pericolo. Le botte a lei hanno acceso la famiglia della donna a tal punto da organizzare la vendetta di domenica in cui hanno finito per fronteggiarsi i familiari della giovane maltrattata e il fidanzato ferrarese affiancato da amici e conoscenti. Due fazioni che si sono affrontate con brutalità prima in un negozio etnico per poi arrivare nel piazzale della stazione e poi in piazza Tricolore. Due momenti infiniti con tante persone coinvolte che è stato necessario un incredibile dispiegamento di forze per nella zona est della città per bloccare questa maxi resa dei conti (fra passanti sbigottiti e residenti tappati in casa dalla paura). In aula il fidanzato – “pomo della discordia” – ha raccontato un’altra storia: la famiglia della ragazza che frequenta non lo vede di buon occhio e sabato, ai giardini pubblici, l’hanno picchiato di brutto e in tanti, costringendolo a recarsi all’ospedale con un dente rotto. Il giorno dopo – domenica – le stesse persone gli hanno chiesto un incontro per scusarsi e rimborsarlo per il dente rotto, invece era una “trappola”. Per la procura Ughegele ha avuto al suo fianco i connazionali Nicholas Osagiede (31 anni, vive a Reggio), Best Owobu (24 anni) e David Odovob (29 anni), che dicono di essersi solo difesi dalle botte. Gli altri tre indagati – il 21enne Martins Bello e il 29enne Henry Adesotu Aghahowa (residenti a Reggio) e il 37enne Daniel Ehizokhale (vive a Modena) per la procura sono i familiari vendicatori. In udienza hanno negato, dicendo di essersi trovati casualmente in tanta ferocia.
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