Carife affronta il primo nodo
Capatti, Maiarelli o un nome neutro per il consiglio della nuova Cassa di Risparmio di Ferrara. Slittamento possibile dopo la proroga a Commercio e Finanza
FERRARA. La vecchia Carife è finita il 30 luglio scorso, in occasione dell’assemblea con la quale la Fondazione è stata ridotta a poco più del 2% del capitale e il valore dell’azione abbattuto a 27 cent, ma la nuova banca non è ancora nata. Il mese di settembre è stato indicato come decisivo per il completamento della metamorfosi, con il sospirato ingresso del Fondo interbancario attraverso la ricapitalizzazione da 300 milioni, i segnali che si colgono in questi giorni non sono però univoci. Da una parte il riattivarsi degli ambienti economici e politici sul dossier più caldo, ovvero l’indicazione del rappresentante ferrarese nel nuovo Cda a sette governato dal Fitd, va nella direzione di una chiusura accelerata dell’operazione; dall’altra, monta l’ipotesi della costituzione di una holding del Fondo interbancario per gestire, oltre a Carife, anche le partite di Banca Marche ed Etruria, che sembra prefigurare, invece, uno slittamento.
ASSEMBLEA CARIFE
L'opinione del presidente della Fondazione Carife Riccardo Maiarelli pic.twitter.com/uN0JTN7kia
— la Nuova Ferrara (@nuovaferrara) 30 Luglio 2015Per quanto riguarda le nomine, il quadro generale è ormai chiaro: nell’assemblea di ricapitalizzazione il Fitd presenterà la lista di maggioranza che comprenderà l’amministratore delegato, per il quale si fa sempre il nome del manager Bruno Bossina, scuola Intesa. La lista di minoranza, quella “ferrarese”, sarà indicata dalla Fondazione, che dovrà prendere una decisione in seno al proprio Consiglio di amministrazione. Si parla di una convocazione ad hoc per la terza settimana di settembre, ed è chiaro che il pallino è nelle mani del presidente Riccardo Maiarelli, il più attivo in questi mesi nella tutela del radicamento locale della nuova gestione.
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Maiarelli dovrà soppesare le indicazioni che provengono dalle associazioni economiche, tener conto degli interessi degli azionisti ferraresi, a partire dalla Fondazione, e non ultimo superare il vaglio di Bankitalia. Resta forte, anche per questo, il nome di Sergio Cesare Capatti, per molti anni amministratore bancario, uscito da Carife prima della svolta-Murolo, già manager Cedacri: è lui il ferrarese con la migliore “pagella” Bankitalia, aver fatto parte del sistema di potere cittadino per molti anni può essere però un handicap.
In alternativa c’è lo stesso Maiarelli, a meno che Bankitalia non preferisca un nome “neutro”, di provenienza accademica. La scelta non si preannuncia facile.
Sul possibile slittamento dell’assemblea rispetto alla data finora ipotizzata di fine settembre, spunta un indizio. Il ministero ha infatti appena prorogato «per un periodo non superiore a sei mesi» e quindi fino a novembre, la procedura di amministrazione straordinaria di Commercio e Finanza, la controllata napoletana, guidata da Giovanni Capitanio, uno dei commissari Carife.
Potrebbe essere l’antipasto di un’altra proroga bimensile pure in corso Giovecca, anche se entro fine anno tutto dovrà essere definito.
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