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carabinieri al lavoro

La chiave delle indagini negli atti dell’Anticorruzione

La chiave delle indagini negli atti dell’Anticorruzione

E’ un’inchiesta fatta di carta, i documenti e le delibere tra Comune e Camelot, e di tante, troppe parole. «Nessuno ha chiesto di essere sentito nè ha segnalato fatti», spiega incalzato dai cronisti...

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E’ un’inchiesta fatta di carta, i documenti e le delibere tra Comune e Camelot, e di tante, troppe parole. «Nessuno ha chiesto di essere sentito nè ha segnalato fatti», spiega incalzato dai cronisti il procuratore capo Cherchi sul fatto che la Politica di casa nostra ha parlato tanto e inondato di comunicati, ma non ha dato nessuna indicazione su conflitto di interessi, Parentopoli, abuso d’ufficio: al momento, questi sono solo termini giornalistici e usati dai politici. Di ciò che è accaduto tra il capogruppo leghista Alan Fabbri e il vicesindaco Massimo Maisto e l’assessore Simone Merli, il procuratore Cherchi non sa nulla o quasi: «Quello che so l’ho letto sui giornali». Ma coi giornali, che riportano le parole della Politica, non si fanno le inchieste. Quella in corso, ancora conoscitiva, dovrà accertare tutto questo: mentre, da quanto si è appreso, i carabinieri in questi giorni si stanno concentrando sugli atti dell’Autority anticorruzione che aveva fatto rilievi sulle procedure del Comune di Ferrara, inducendolo a revocare gli affidamenti a Camelot. Perchè? Perchè, è bene precisare quanto stanno accertando gli inquirenti, le procedure di assegnazione non avevano carattere d’urgenza: qui si tratta di progetti Sprar, con una gestione prolungata nel tempo: la giustificazione dell’urgenza qui non è giustificata.

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