Poste, i Comuni da soli al Tar contro la chiusura degli uffici
Dopo l’incontro con l’Anci ieri a Bologna scartata la linea del ricorso collettivo. Bizzarri: noi siamo territori rurali. La chiusura va contro il decreto del 2008. La querelle nata dopo il caso Masi San Giacomo
MASI SAN GIACOMO. Nessun ricorso collettivo. Al Tar i comuni di Masi Torello, Ro, Lagosanto, Voghiera e Argenta presenteranno individualmente la documentazione contro la decisione di Poste Italiane di chiudere o, in alcuni casi, di ridurre l’orario, delle piccole filiali presenti nei territori.
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L’avvocato Gianfranco Berti seguirà comunque tutte le pratiche. Una decisione che arriva all’indomani dell’incontro a Bologna, a cui hanno partecipato i rappresentanti di tutti i comuni interessati, con l’avvocato Andrea Maltoni e con il segretario regionale dell’Anci Emilia-Romagna Gianni Melloni. Una seduta iniziata alle 14.30 e terminato un’ora e mezza dopo in cui le parti in causa hanno espresso le proprie situazioni.
«L’Anci - racconta il sindaco di Masi Torello e portavoce dei comuni interessati della provincia, Riccardo Bizzarri - per la mole di lavoro che deve svolgere è ancora un po’ indietro anche se sicuramente ha fatto un ottimo lavoro. Alcuni comuni devono ancora presentare la documentazione richiesta quindi per una questione di tempi abbiamo preferito presentare individualmente questo ricorso. Non vogliamo far passare troppo tempo. Vogliamo essere pressanti con Poste Italiane».
È lo stesso sindaco a spiegare le motivazioni della presa di posizione dei comuni: «A nessuno piace fare la lite temeraria e per andare al Tar ci vuole una base solida. Le nostre motivazioni risiedono nel decreto del 2008 (decreto Scajola sulla distribuzione dei punti postali nelle zone montane e rurali, ndr): chiudendo queste filiali non vengono rispettate le distanze e soprattutto non si tiene conto che siamo comuni rurali (meno di 150 abitanti per chilometro quadrato, ndr)».
Poi ricorda che «è da febbraio che stiamo dietro a questa cosa. Da mesi diciamo a Poste Italiane che non rispetta i vincoli del decreto 2008. Tra l’altro venerdì scorso il comune di Medicina (Bologna) ha ottenuto una sospensione della chiusura. Stessa cosa per 57 comuni della Toscana. Quindi non è che noi siamo nati ieri. Quando ci sarà la sentenza nel merito vedremo chi ha ragione».
All’incontro di Bologna però non era presente il sindaco di Masi Torello ma la seconda carica del comune, il vicesindaco Serena Poltronieri: «Nell’incontro ci hanno confermato quello che sapevamo già. Siamo un po’ più avanti rispetto all’Anci che ha comunque condiviso con noi la scelta di affidarci allo stesso avvocato. Noi siamo fiduciosi sul lieto fine di questa situazione. Peccato che non si tenga sempre conto dell’aspetto economico mentre mai di quello sociale. Le Poste in zone come le nostre svolgono veramente questa funzione aiutando chi non riesce a capire i documenti».
Andrea Perini
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