Profughi, Fabbri a Morandi: "Ospita anche i terremotati"
Nuovo botta e risposta tra il cantante e l'ex sindaco leghista di Bondeno sull'emergenza migranti
FERRARA. Gianni Morandi pensa di accogliere dei profughi nella propria casa? Bene, ma ora «mi auguro che tu abbia spazio e pensieri concreti anche per i nostri anziani, disoccupati, disabili e giovani senza lavoro. Solo a Bondeno abbiamo 700 terremotati ancora fuori casa. So che hai fatto tanto, sono certo che tanto altro farai». E' la risposta indirizzata al cantante da Alan Fabbri, ex sindaco di Bondeno e oggi capogruppo della Lega Nord alla Regione Emilia-Romagna.
7 settembre. Sono rimasto molto colpito da come queste persone hanno accolto i migranti che arrivavano nella loro città....
Posted by Gianni Morandi on Lunedì 7 settembre 2015
E' su facebook che Morandi, rispondendo ad un commento, ha scritto voler aprire le porte di casa sua ai profughi. «Caro Gianni, coerente iniziativa. Sono su posizioni 'politichè diverse dalle tue- replica Fabbr i- ma apprezzo chi, come te, porta avanti coerentemente le sue idee, con gesti concreti, non solo scagliando sentenze dai propri comodi salotti». Detto questo, per Fabbri il cantante dovrebbe avere «spazio e pensieri concreti» anche per anziani, disoccupati, disabili e terremotati.
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Sul suo profilo facebook Morandi è infatti tornato, a distanza di acuni mesi, a parlare dell'emergenza profughi dichiarandosi «molto colpito» e commosso dalla buona accoglienza offerta ai rifugiati arrivati a Monaco di Baviera in cerca di «un futuro migliore». E a un fan che lo esortava a prepararsi «ad aprire le porte di casa tua e prendine su un po'!», il cantante - che da tempo difende su facebook le ragioni dei migranti - ha risposto raccogliendo prontamente l'invito: «Caro Piero, sto pensando di farlo. Un abbraccio».
Già lo scorso scorso aprile, sempre su Fb, l'artista bolognese aveva espresso la sua solidarietà nei confronti delle persone in fuga dalla guerra e dalla miseria.
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Il suo post in cui aveva paragonato l'emergenza migratoria di questi giorni a quella di tanti italiani a inizio Novecento verso gli Stati Uniti aveva scatenato una pioggia di insulti sui social, nonché una lunga lettera aperta di Alan Fabbri.
«Per una persona facoltosa come lei, seppur dal cuore generoso - aveva scritto l'esponente del Carroccio - queste situazioni sono vissute in maniera diversa da chi, quotidianamente, incontra cittadini il cui destino e futuro è visto come qualcosa di minaccioso, e non più come un'opportunità». Per aggiungere poi di considerare «un errore storico» il parallelismo tra gli immigrati italiani di inizio Novecento e i profughi di oggi
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