Bce promuove le grandi banche
Sono anche quelle che orientano le scelte del Fondo Interbancario
Al Fidt (Fondo interbancario di tutela dei depositi) sono consorziate quasi tutte le banche operanti in Italia, tra cui anche Carife e Caricento; alla data del 17 marzo le banche consorziate assommano a 213. Ma a orientare le scelte del Fitd sono, come è ovvio, i soci più importanti che coincidono grosso modo con i principali istituti di credito.
Ebbene, lo stato di salute delle principale banche italiane risulta complessivamente soddisfacente. La buona notizia arriva dalla Bce, che ha esaminato la situazione patrimoniale delle 13 principali banche italiane. Tutte, come ha riportato Il Sole 24 Ore nell’edizione di ieri, sono state promosse, anche se nessuna a pieni voti L’esame da superare si chiamava Srep; il Supervisory review and evaluation process (Supervisione del processo di revisione e valutazione) misura la consistenza patrimoniale e la relativa capacità della banca di far fronte ai rischi connessi con la loro missione operativa.
In base agli esiti dello Srep le 123 banche europee (tra cui le 13 italiane) messe sotto osservazione dalla Bce sono state incasellate in quattro gruppi. Nel primo, che comprende le banche patrimonialmente più solide - non figurano banche nazionali. Nel secondo quadrante c’è Banca Intesa; nella terza classe si trovano Banco Popolare, Bper (Banca Popolare dell’Emilia Romagna), Bpm (Popolare di Milano), Iccrea, Mediobanca, Popolare di Sondrio, Ubi Banca e Unicredit. Nella quarta classe, destinata alle situazioni più fragili, sono finite Carige (Cassa Risparmio Genova), Monte dei Paschi, Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
Appena al di sotto delle nuove soglie Cet1 ratio fissate dalla Bce, vi sarebbero solo PopVicenza e Veneto Banca, che però avevano già annunciato ricapitalizzazioni. Una volta ricevute le comunicazioni ufficiali le banche hanno 15 giorni di tempi per avanzare eventuali controproposte. A novembre la Bce si pronuncerà ulteriormente.
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