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Cattivo odore in città? Colpa della torba

di Gian Pietro Zerbini
Cattivo odore in città? Colpa della torba

Ieri in prefettura è stato fatto il punto sull’emergenza puzza: accertato che le esalazioni serali provengono dal Mezzano

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Anche i ferraresi della città capoluogo cominciano a capire, o meglio, a respirare il problema della puzza provocata dalla combustione della torba nel Mezzano. L’altra sera i cittadini che avevano già subìto l’amara esperienza olfattiva agostana in vacanza ai Lidi comacchiesi, hanno percepito il ritorno di un incubo che si è materializzato con altri miasmi fastidiosi, generando ancora dubbi e preoccupazioni sull’origine di tale odore nauseabondo. La risposta a tante ipotesi e la conferma che tale fetore anche in questo caso è direttamente collegato alla torba del Mezzano è arrivata proprio ieri pomeriggio, quando in Prefettura si è riunito un tavolo tecnico, precedentemente convocato, per fare il punto sugli interventi fino ad ora effettuati per contrastare il fenomeno degli incendi che si sono sviluppati, a partire dagli inizi del mese di agosto, su ampie aree di terreni torbosi all'interno delle valli del Mezzano.

La cosa più importante, come si legge in una nota diramata dalla Prefettura di Ferrara al termine della riunione, è che Arpa e Azienda Asl hanno esposto i dati concernenti le rilevazioni della qualità dell'aria e delle colture che vengono svolte in modo regolare.

«I dati in possesso - dice la prefettura - indicano che non vi è alcun pericolo per la salute pubblica, i valori delle sostanze rilevati sono ampiamente al di sotto della soglia minima di interesse per la salute. È stato chiarito che le esalazioni attualmente percepite, in particolare nelle ore serali, sono determinate in massima parte dagli incendi di torba e sterpaglie in atto nella zona del Boschetto».

Gli esperti dell’Arpa hanno anche spiegato che il cambiamento delle condizioni climatiche e anche del vento fanno percepire ora anche a Ferrara il cattivo odore della torba bruciata, anche perché purtroppo gli incendi, verificatisi nel Mezzano ad inizio agosto, dopo un periodo di attenuazione del fenomeno, sono ripresi con una certa evidenza negli ultimi giorni.

«Si tratta di un'area molto vasta - dicono i tecnici - compresa tra i comuni di Ostellato e Portomaggiore dove, data l'estensione e le caratteristiche del terreno non è possibile intervenire con massicci allagamenti con pompe idrauliche come è stato fatto nelle ex vasche in cui si è sviluppato l'incendio nei primi giorni di agosto».

I presenti hanno convenuto che sarà effettuato un sopralluogo da parte del sindaco di Ostellato Andrea Marchi e dagli organi tecnici compresi anche l'Agenzia regionale di protezione civile ed il Consorzio di Bonifica per valutare possibili interventi da realizzare in tempi brevi per prevenire in futuro il fastidioso fenomeno che potrebbe comunque durare ancora per alcuni giorni. Raccomandazioni dettate da esigenze pratiche vengono rivolte ai coltivatori e ai proprietari terrieri per non praticare incendi di sterpaglie o all'accensione di fuochi per non incrementare possibili inneschi di altri incendi. All'incontro, chiesto dall'assessore provinciale alla protezione civile (Padovani), era presenti oltre al prefetto Tortora e al capo di gabinetto Pirrone, i sindaci dei Comuni di Argenta (Fiorentini), Comacchio (Fabbri), Ostellato (Marchi) e Portomaggiore (Minarelli), il vicecomandante dei Vigili del Fuoco, il Direttore dell'Arpa di Ferrara, il rappresentante del Comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato e dell'Ufficio territoriale per la biodiversità di Punta Marina Terme e dell'Azienda Usl.

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