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«Don Pietro era parte di questa città»

«Don Pietro era parte di questa città»

Lutto cittadino e commozione ai funerali del sacerdote. Il cardinal Caffarra: ha condiviso con voi tutte le gioie e i dolori

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CENTO. «Pastore buono, don Pietro ha condiviso con questa comunità gioie e dolori, tra cui la tragedia del terremoto. Egli ha creato tra voi, una vera comunità nella fede e nella carità reciproca. Questa parrocchia era veramente la sua casa». Nel ricordo di don Pietro Mazzanti, parole indelebili a testimonianza della sua grande fede e della sua immensa generosità. Parole di profonda gratitudine nei confronti dell'intera comunità centese per la vicinanza e l'affetto a lui dimostrato. Lutto cittadino e profonda commozione ieri, durante le esequie - celebrate dal cardinal Carlo Caffarra - dell'amato e stimato sacerdote centese deceduto nei giorni scorsi all’età di 79 anni. Sull'altare, accanto all'arcivescovo di Bologna, i vescovi Claudio Stagni ed Ernesto Vecchi, compagni di classe di don Pietro in seminario, e i parroci centesi, don Stefano Guizzardi, don Giulio Gallerani, don Remo Rossi e don Giovanni Mazzanti, parroco di Castel d'Argile e nipote del parroco deceduto. Presenti nel cortile interno della parrocchia di San Pietro, oltre un migliaio di persone, il sindaco Lodi con il gonfalone del Comune di Cento, le autorità cittadine, e tutto il mondo ecclesiastico. All'ultimo saluto di don Pietro, circa un centinaio di parroci, provenienti dalle tre province, ma anche da diverse parrocchie d'Italia. Schierati sul balcone di fronte all'altare, con le loro inconfondibili divise, tantissimi scout. Tra i familiari di don Pietro, la sorella, suor Anna della congregazione delle Minime di S. Cecilia Barbieri di San Giorgio in Piano, che ha letto la prima lettura dell'apostolo Paolo. Quella celebrata dal cardinale, una liturgia per «affidare alla misericordia del Padre anche don Pietro, perché sia dove è il Signore risorto. Perché, nella preghiera rivolta al Padre, Gesù ci vuole tutti accanto a lui, per l'eternità». Don Pietro Mazzanti, parroco di San Pietro in Cento dal 1987, «si è consegnato a Gesù e alla comunità, che ha servito con zelo umile e sapiente. È qui, nella comunità di San Pietro, che iniziò il suo ministero pastorale e solo la morte l'ha interrotto. Per 28 anni è stato con voi, anche in occasione del sisma che ci costringe oggi a non celebrare le esequie nella sua chiesa». E riferendosi alla frase appesa nel cortile, Caffarra: «È vero, la sua parrocchia era la sua casa. Ogni incontro con lui è stato per me di profonda edificazione. In lui, una profonda vita interiore e di preghiera». Dal cardinale poi «un grazie di cuore per la vostra vicinanza a don Pietro nella malattia. Una vicinanza che ha colpito anche il personale della clinica». Dopo la benedizione del feretro, a nome dei familiari, il nipote don Giovanni Mazzanti si è rivolto alla comunità: «Volevamo ringraziarvi per l'accoglienza che gli avete riservato. Per l'affetto che avete manifestato a lui in questi giorni di passaggio, e a noi come famiglia. Dal Vangelo, una fraternità che ci unisce e per cui lo zio ha lavorato, con generosità, per allargare i nostri cuori». Un commosso applauso e un lungo corteo, hanno accompagnato il feretro di don Pietro, ricoperto poi di rose, al cimitero di Cento.

Beatrice BarberiniI

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