La Cgil ferrarese promuove Bonaccini
Il segretario Atti: dopo la firma del patto sul lavoro abbiamo visto che il presidente della Regione non è come Renzi
Applausi, e tanti, a Bonaccini perché non è nient'affatto uguale a Renzi. Anzi, dice Raffaele Atti, «la sua politica economica è diversa e perfino per certi versi opposta a quella del governo». La Cgil ritiene fondamentalmente una sua vittoria il Patto per il lavoro firmato durante l'estate tra Regione Emilia-Romagna, sindacati, imprenditori e università. «Si tratta in pratica della prima applicazione concreta del nostro Piano per il lavoro. Nei termini in cui è scritto, il patto non era previsto nel programma della campagna elettorale del candidato Bonaccini ed è un elemento di sostanziale continuità con la giunta precedente di Errani. Oltre ad essere la dimostrazione della forza di cui ancora può godere il sindacato», sottolinea il segretario della Camera del Lavoro, di fronte all'attivo provinciale dei delegati convocato ieri pomeriggio al centro “Il Quadrifoglio” di Pontelagoscuro.
Nel documento sottoscritto lo scorso 20 luglio Atti rintraccia «il lavoro come soggetto fondamentale, come leva per lo sviluppo ponendo attenzione alla sua qualità: l'obiettivo della Regione è in definitiva quello di una buona e piena occupazione, senza pensare solo alla riduzione del costo del lavoro». Ecco ancora il Bonaccini giocato “contro” Renzi, la lettura secondo cui il primo sarebbe un freno «all'effetto vandalistico sul lavoro"»(Atti dixit) scatenato dal premier: leggi Jobs Act su tutto il resto.
Nel patto in sede regionale la Cgil vede «l'inizio di una nuova generazione di politiche pubbliche grazie al sostegno nei confronti di istruzione e ricerca, la conferma - prosegue il segretario - del carattere manifatturiero della nostra economia e del welfare locale, la legalità come punto fondamentale per combattere evasione fiscale e lavoro nero, un confronto con la parti sociali permanente e preventivo che è il metodo figlio degli stessi contenuti». Altra bordata di Atti a Renzi, il giudizio su alcuni contenuti della prossima legge di stabilità: «L'abolizione della tassa sulla prima casa è una misura iniqua che peserà sugli enti locali, anche se in questo momento dicono che gli daranno tutti soldi indietro. E poi non va bene la serie di sgravi fiscali alle aziende e i tagli alle loro aliquote previdenziali».
L'attivo dei delegati di ieri è solo il primo momento di una campagna di assemblee, da condurre assieme alla Uil ma non alla Cisl che a livello regionale si è tirata indietro dalla mobilitazione unitaria, pur essendo tra i firmatari del Patto. Sul quale la Cgil, spiega Atti, «chiede un voto ai lavoratori e ai pensionati». Dopo il dibattito, l'incontro è stato concluso dall'intervento del segretario generale della Cgil Emilia-Romagna, Vincenzo Colla.
Fabio Terminali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
