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Contro l’hub di Ponte una pattuglia di leghisti

Contro l’hub di Ponte una pattuglia di leghisti

Ieri sera la protesta di circa ottanta dirigenti e attivisti del Carroccio Striscioni contro i clandestini e Tagliani

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Alan Fabbri arriva dietro Semeraro con un foglio in tasca. C'è stampato su il curriculum di tutto il consiglio d'amministrazione di Camelot: la presidente Anna Baldoni è stata responsabile comunicazione del Pd dal 2007 al 2008, Paolo Marcolini è presidente Arci ed è stato candidato alle elezioni provinciali nel 2004, Elisabetta Scavo è stata capo gabinetto di Sateriale e direttrice di Sipro, Patrizia Bertelli è moglie di Davide Tumiati, ex sindaco di Copparo, Guido Gozzi è stato sindaco del Pds nell'Alto Ferrarese tra il 1992 e il 1995. «Non contestiamo la corruzione - mette subito in chiaro il consigliere regionale leghista ai cronisti -, ma la verità a volte fa male e forse scombussola le menti degli amministratori di Ferrara. Vedo molta agitazione». Poi, davanti all'ottantina di persone che ha raccolto l'invito a manifestare in via degli Amanti a Pontelagoscuro, nei pressi dell'hub dove da giugno sono ospitati richiedenti asilo (ieri ce n'erano sessantasei), rincara la dose. «Non ci fermano gli atti intimidatori e le querele un po' improvvisate degli amministratori. Una volta era l'edilizia a tirare, ora è stato spostato il tiro sulle cooperative sociali. È nostro dovere fare chiarezza sul conflitto d'interessi che c'è dietro: se non c'è illegalità, c'è comunque un problema etico e morale». Gli dà manforte iFabio Bergamini, sindaco di Bondeno. «La nostra è una resistenza basata sul buonsenso: questi hub sono distributori automatici di clandestini per le cooperative rosse. Ve lo dico con cognizione di causa - Bergamini è dipendente della Prefettura, Sportello unico immigrazione, ndr -: tra di loro non ci sono Siriani né Libici. Sono Nigeriani e Senegalesi, clandestini che una volontà politica vuole mantenere qui». I presenti reggono striscioni con scritte come 'Ferrara libera', 'Tagliani a casa', 'Stop affari con i clandestini'. A novanta passi di distanza, alcuni richiedenti asilo ospitati al residence MaMu osservano. C'è anche la presidente dell'Asp Angela Alvisi. «Noi crediamo di fare un buon lavoro e loro sono ragazzi tranquilli. Il residence è proprietà privata, sono risorse che restano sul territorio. A Roma qualcuno mangiava, qui no. Vengano a vedere».

Gabriele Rasconi

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